<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-6904215221325631582</id><updated>2012-02-16T16:57:16.078-08:00</updated><category term='Argo alla fine dell&apos;arcobaleno'/><category term='INDOVINELLO'/><category term='Abbiamo fatto sorgere il sole'/><category term='I pascoli del cielo'/><category term='La casa nella prateria'/><category term='Le stelle nelle mani'/><category term='Domani è un’altra favola'/><category term='Roma è abitata dagli Elfi'/><category term='La mia metà migliore'/><category term='Lassù qualcuno mi ha amato'/><category term='La nostra morte e la stella cometa'/><category term='Può la magia tutto quel che vuoi tu…'/><category term='Il nostro mare'/><category term='La notte del fuoco'/><category term='Il grande Cuore di Argo'/><category term='La nostra odissea'/><category term='Argo va all&apos;asilo................'/><category term='Bibidi Bobidi Bù'/><category term='La nostra Isola che c&apos;è....'/><category term='Una furtiva lacrima'/><category term='Quella carezza della sera'/><category term='Argo nel sogno'/><category term='Ai confini della realtà'/><category term='Argo e le briciole di Pollicino'/><category term='Tu sei così'/><category term='Carissimo Argo....'/><category term='Il Bosco e  la Foce......'/><category term='Argo e il regalo della vita'/><category term='Per aspera ad astra'/><category term='Le prove di un abbandono'/><category term='Il Lago nel Cuore'/><category term='Un tir nella notte'/><category term='Quei pomeriggi su un campo fuori città…'/><category term='Ma noi non ci saremo'/><category term='Grazie Debbie'/><category term='Le ali spezzate'/><category term='A due passi dal cuore'/><title type='text'>Le Foto di Argo e le Storie di Amalia</title><subtitle type='html'></subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://lefotodiargo.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6904215221325631582/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lefotodiargo.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>Adele M</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh4.googleusercontent.com/-nKSim5ynl7c/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAKbM/jRFtToDPBN4/s512-c/photo.jpg'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>37</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6904215221325631582.post-6291008931620518195</id><published>2008-04-23T02:28:00.000-07:00</published><updated>2008-04-23T02:32:10.634-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Il nostro mare'/><title type='text'>Il nostro mare</title><content type='html'>&lt;p align="right"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_RSpQVW8dwBY/SA8B_RdZyoI/AAAAAAAADTU/fLzXrQzFFsA/s1600-h/Argo_1_0163.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5192371081911585410" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_RSpQVW8dwBY/SA8B_RdZyoI/AAAAAAAADTU/fLzXrQzFFsA/s400/Argo_1_0163.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Una croce in mezzo alla spiaggia, è piantata nel nulla. &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;Non c’è polvere di mare accumulata ad indicare che lì sotto c’è qualcuno che una volta ha lasciato le sue impronte sulla polvere del mare. Chi sta ricordando, chi l’ha conficcata? Chi nasconde, chi protegge? Una croce senza storia, un ricordo sepolto. Camminiamo affiancati e lassù vola un aquilone. Non si vede chi lo conduce, non si vede il filo che lo tiene legato alla terra ma sembra che le sue ali invochino: aria! Aria! Le onde del mare sono cristalline e fresche come gli spruzzi salati che la tua lingua raccoglie. Scodinzoli, ti sgrulli e ti zampillano intorno gocce di vetro che si accendono al sole, le scintille della tua felicità. Un’altra passeggiata nella vita. Colgo il tuo sospiro rilassato, arioso. Sento il tuo cuoricino impazzito e riconoscente. Ogni tuo sguardo mi dice: grazie, grazie! Ogni mio sorriso ti risponde: grazie, grazie! Siamo due pazzi ma mi piace questa pazzia così chiara, così rispettosa degli altri. Di tutti quelli che non si definiscono pazzi e uccidono, frustano e tengono a catena. Lo fanno caro Argo per sentirsi uomini mentre mostrano la loro bestialità. Camminiamo affiancati e penso che forse io ho solo il riflesso di te che voli altissimo. Appartieni più al cielo che alla terra e vorrei avere la tua leggerezza e librarmi in mezzo alle nuvole senza peso. Io di te ho solamente un’immagine olografica che mi torna indietro da anni luce, come certe stelle che scompaiono ma lasciano l’eco della loro vita nell’universo. Vivi da sempre ed esisterai per sempre. Perché il tuo cuoricino a differenza del mio ha già assorbito tutto l’amore del mondo. Camminiamo affiancati lungo questo mare, lo stesso della prima volta quando tu al finestrino dell’auto divoravi con gli occhi la distesa immensa che si muoveva a ondate. Il mare nella tua vita, per la prima volta! Faceva freddo quel giorno ed il vento spolverava i nostri occhi con la sabbia. Sollevava il tuo pelo sempre più lungo, sempre più d’oro. Sollevava a tratti anche le tue orecchie leggere come due foglie d’autunno. Eri uno spettacolo su quella spiaggia così piccolo di fronte al mare così grande! Eppure in te c’era qualcosa che ti faceva crescere a dismisura e rimpiccioliva il resto del mondo. Mi cercavi per condividere l’emozione. Saltavi verso l’acqua, tornavi indietro interdetto dall’onda, annusavi in terra, alzavi il muso al cielo. Il mare! Quello delle nostre due esistenze prima separate e poi parallele. Quello che si gonfia, si innalza e copre tutto il male ed il bene del mondo. Immagino spesso cosa vedremmo se il mare si ritirasse altrove. Quanti tesori e quanti orrori scopriremmo sulla terra asciutta? &lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;Quanto dovremmo camminare per attraversare il deserto di un mare?&lt;br /&gt;Ma adesso il verde azzurro incalza in una spuma leggera e odorosa. Tu alzi la testa, aspiri l’aria. Il mare! Sembra che hai assorbito la parola che ti ripeto sottovoce da quando siamo qui. Un cagnolino come te può imparare fino a 200 parole nella sua vita, la quantità dell’apprendimento di un bambino di 5 anni. Sono molte di più secondo me. Comunque sia tieni a mente il mare, Argo. Un giorno ci troveremo di fronte ad un’altra distesa, forse non avrà lo stesso fruscio, forse non avrà neppure lo stesso colore. Ma di sicuro la guarderemo insieme perché su quella spiaggia nessuna traccia di essere vivente si perde, nessuna orma si cancella. Quello sarà l’approdo più intenso. E allora in mezzo alla moltitudine di ombre che furono persone e che affolleranno la spiaggia ci correremo incontro, felici di rivederci dopo una separazione fin troppo lunga. Allora ti alzerai sulle zampe posteriori come hai cominciato a fare da un po’, tirerai fuori la lingua e mi dirai con parole umane: mamma, guarda! Il nostro mare…&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/strong&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;a rel="license" href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.5/it/"&gt;
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Nell’aria un odore fumoso che prendeva alla gola e inceneriva il cuore. Il crepitio era lontanissimo ma arrivava in ondate anomale. Ci siamo agitati insieme e poi di corsa fino al limite della valle, laggiù dove il terreno si interrompe e comincia il cielo. Era là che c’era il bagliore, il fumo pesante. Era là che un altro bosco moriva. Ti sei seduto vicino vicino a me. A cercare conforto o a comunicarmi conforto. L’alito dell’incendio ci scaldava un po’ anche se non sentivamo il ruggito feroce della bestia di fuoco. Il calore arrivava a tratti e si sudava. Poi il vento cambiava scia e gelavamo nella notte. Abbiamo passato tanto tempo a guardare laggiù ed io pensavo a quanta follia c’è nella mano che accende un fuoco. Eppure quella stessa mano milioni di anni fa lo fece con tanto amore da donare a questo pianeta un’invenzione irripetibile. In quale falò abbiamo bruciato i nostri principi di civiltà?&lt;br /&gt;La notte del fuoco è trascorsa lentissima, tu ed io abbracciati sul limite della valle, immersi nei nostri pensieri. Chissà quante altre notti in posti diversi, quella stessa notte, sono state illuminate da un fuoco. Tutto il mondo sta bruciando, Argo. E’ come se volessimo disfarci di noi stessi in un’unica ardente fiammata. Mi guardi girando la testa così lentamente che mi sembra di vederti al rallentatore. Nei tuoi occhi c’è il bagliore della notte accesa dalla cattiveria umana. Se tu potessi correre laggiù forse cominceresti ad abbaiare per avvertire tutti gli animali in pericolo. Se io potessi correre laggiù ucciderei i piromani dentro alle fiamme fino a vedere la loro pazzia ridotta in cenere.&lt;br /&gt;E poi è spuntato il sole ma non ce ne siamo accorti subito, in tutto quel silenzio il frastuono dell’alba è passato inosservato. Hai sbadigliato e ti sei accoccolato in braccio a me. Il bagliore laggiù si era attenuato, forse avevano domato le fiamme. E mi sono ricordata in un flash quello che ho sempre pensato del dolore. E’ la luce della felicità che gli fa perdere i colori della notte. E’ per questo che ogni giorno ritorna l’alba.&lt;br /&gt;Tu dormivi con un respiro e un sospiro leggeri. Ti ho tenuto ancora un po’ in braccio, caldo di quel calore che cova sotto la cenere. &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_RSpQVW8dwBY/SA8D1RdZypI/AAAAAAAADTc/aOEVX5vMiMM/s1600-h/Argopalla+gialla.jpg"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#006600;"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5192373109136149138" style="CURSOR: hand" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_RSpQVW8dwBY/SA8D1RdZypI/AAAAAAAADTc/aOEVX5vMiMM/s400/Argopalla+gialla.jpg" border="0" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#006600;"&gt;Il mio incendio privato che ancora ci illumina in due.&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;a rel="license" href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.5/it/"&gt;
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&lt;a rel="license" href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.5/it/"&gt;Licenza Creative Commons&lt;/a&gt;.&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6904215221325631582-5518059010348961690?l=lefotodiargo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lefotodiargo.blogspot.com/feeds/5518059010348961690/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6904215221325631582&amp;postID=5518059010348961690&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6904215221325631582/posts/default/5518059010348961690'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6904215221325631582/posts/default/5518059010348961690'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lefotodiargo.blogspot.com/2008/04/la-mia-met-migliore.html' title='La mia metà migliore'/><author><name>Adele M</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh4.googleusercontent.com/-nKSim5ynl7c/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAKbM/jRFtToDPBN4/s512-c/photo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6904215221325631582.post-7700168059853943603</id><published>2008-04-14T04:47:00.000-07:00</published><updated>2008-04-17T04:34:28.282-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Grazie Debbie'/><title type='text'>Grazie Debbie</title><content type='html'>&lt;p align="center"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_RSpQVW8dwBY/SANEtFqb2JI/AAAAAAAADOI/81lejbo7e3I/s1600-h/Argo_1_0165.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5189066737065908370" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_RSpQVW8dwBY/SANEtFqb2JI/AAAAAAAADOI/81lejbo7e3I/s400/Argo_1_0165.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="COLOR: rgb(255,204,0)"&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="COLOR: rgb(153,51,0)"&gt;Ecco il momento!&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="COLOR: rgb(153,51,0)"&gt;Dopo quasi 8 ore di attesa tocca a noi. &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="COLOR: rgb(153,51,0)"&gt;Siamo emozionate perché Pawnee ed Argo debuttano in jumping e agility…tutto comincia in sordina. Io mi assento perché non condurrò il piccolo campione (lo distrarrei se sbagliassi un comando). Cerco un posto adatto e accendo la telecamera. Però scateno il panico. Debora va in esplorazione cercandomi. &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="COLOR: rgb(153,51,0)"&gt;Ci si passa voce: Amalia è sparita! Vania e Barbara preoccupatissime seguitano a chiedere: ma dove è Amalia? Il campo sussurra, trattiene il respiro. &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&lt;strong&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_RSpQVW8dwBY/SANEtFqb2II/AAAAAAAADOA/F5TK2KDoNKE/s1600-h/Argo_1_0164.jpg"&gt;&lt;span style="COLOR: rgb(153,51,0)"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5189066737065908354" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_RSpQVW8dwBY/SANEtFqb2II/AAAAAAAADOA/F5TK2KDoNKE/s400/Argo_1_0164.jpg" border="0" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="COLOR: rgb(153,51,0)"&gt;Sembra un giallo a puntate: dove è Amalia? Poi il cellulare mi squilla e l’arcano si risolve. Debora comincia a scaldarsi a bordo campo. La osservo da lontano e mi sembra che stia ballando la rumba…Pawnee è molto più tranquilla ma la guarda con sospetto. Via tocca a loro! Argo entra col suo passo caratteristico: saltelli e scodinzolamenti. Parte, ha solo due incertezze ma poi prosegue come fa sempre quando si trova in campo. Entra Pawnee e parte a mille. Fa un errore ma sembra che sia il via per un percorso netto in velocità. E’ gasatissima e brava! La stranezza la fa Debora. Appena in campo inizia uno strano rituale ballato e zampettato (la telecamera la immortala). Tutti ci stiamo chiedendo se è la danza della pioggia o un rituale anti sfiga. Oppure se le è entrato nella felpa un animalaccio…Lei imperterrita continua a dimenarsi, colgo commenti accanto a me. Sembra che siano tutti incuriositi da quel metodo innovativo di condurre. Il jumping è andato alla grande per tutti e due i nostri pupi. Sono le 18.30 (dalla mattina alle 11.00 che siamo in attesa). Ora ci sarà l’agility. Via tocca a loro! Argo entra di nuovo saltellando e scodinzolando. E’ stanco e fa il percorso con calma e qualche incertezza. Ma è ugualmente bravo! Pawnee urta un ostacolo e per un secondo abbiamo paura che si sia fatta molto male. Debora è in ansia ma la piccola riparte e anche questa volta si dimostra una velocista nata! E riecco che Debora fa la stranezza…Riparte con la danza. Questa volta sembra Carla Fracci che si libra in aria e poi ricade sulle punte. Anche lei saltella come Argo. Fa una giravolta e poi si china (che voglia un applauso?). Accanto a me una signora è molto interessata e chiede: è bello questo metodo di condurre. Chi lo insegna?&lt;br /&gt;Stendo un pietoso velo sulla esibizione e mi avvicino ad Argo e a Pawnee che fuori dal campo sono incontenibili. Coccole, premietti e tante tante risate. Sono quasi le 21.30. Con Debora ci mettiamo in macchina. Sul raccordo ci fermiamo a prendere qualcosa da bere. Debora è ancora sotto choc per la giornata intensissima. Io sono più riposata anche se non mi reggo in piedi. Ho un’ultima visione di lei e Pawnee che si allontanano in direzione Nettuno. Mi sento felice per le esibizioni dei nostri due campioni. Ma mi sento felice soprattutto di condividere tanto con una persona che in pochi mesi è diventata tanto per me e per Argo.&lt;br /&gt;Grazie Debbie. Anche se balli la rumba noi due saremo sempre i tuoi fans più irriducibili!!!&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;span style="COLOR: rgb(153,51,0)"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;object width="320" height="266" class="BLOG_video_class" id="BLOG_video-4152eab81efc2390" classid="clsid:D27CDB6E-AE6D-11cf-96B8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/get_player"&gt;&lt;param name="bgcolor" value="#FFFFFF"&gt;&lt;param name="allowfullscreen" value="true"&gt;&lt;param name="flashvars" 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&lt;/a&gt;
&lt;br /&gt;Questo/a 
&lt;span xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" href="http://purl.org/dc/dcmitype/Text" rel="dc:type"&gt;opera&lt;/span&gt; è pubblicato sotto una 
&lt;a rel="license" href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.5/it/"&gt;Licenza Creative Commons&lt;/a&gt;.&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6904215221325631582-7700168059853943603?l=lefotodiargo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='enclosure' type='video/mp4' href='http://www.blogger.com/video-play.mp4?contentId=4152eab81efc2390&amp;type=video%2Fmp4' length='0'/><link rel='enclosure' type='video/mp4' href='http://www.blogger.com/video-play.mp4?contentId=52a0a5d82cf0ab62&amp;type=video%2Fmp4' length='0'/><link rel='enclosure' type='video/mp4' href='http://www.blogger.com/video-play.mp4?contentId=c66eeb7cc6325c8&amp;type=video%2Fmp4' length='0'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lefotodiargo.blogspot.com/feeds/7700168059853943603/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6904215221325631582&amp;postID=7700168059853943603&amp;isPopup=true' title='6 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6904215221325631582/posts/default/7700168059853943603'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6904215221325631582/posts/default/7700168059853943603'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lefotodiargo.blogspot.com/2008/04/grazie-debbie.html' title='Grazie Debbie'/><author><name>Adele M</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh4.googleusercontent.com/-nKSim5ynl7c/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAKbM/jRFtToDPBN4/s512-c/photo.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_RSpQVW8dwBY/SANEtFqb2JI/AAAAAAAADOI/81lejbo7e3I/s72-c/Argo_1_0165.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>6</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6904215221325631582.post-2200724249320112267</id><published>2008-04-10T14:00:00.000-07:00</published><updated>2008-04-14T04:46:54.782-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='INDOVINELLO'/><title type='text'>Indovinello...</title><content type='html'>Indovina, indovinello chi ci sta sotto il...telo ?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un bello????&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="WIDTH: 480px; TEXT-ALIGN: center"&gt;&lt;embed src="http://w303.photobucket.com/pbwidget.swf?pbwurl=" width="480" height="360" type="application/x-shockwave-flash" wmode="transparent"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;a href="http://i303.photobucket.com/redirect/album?action=slideshow&amp;amp;landing=/slideshows&amp;amp;type=8" target="_blank"&gt;&lt;img style="BORDER-TOP-WIDTH: 0pt; BORDER-LEFT-WIDTH: 0pt; FLOAT: left; BORDER-BOTTOM-WIDTH: 0pt; BORDER-RIGHT-WIDTH: 0pt" src="http://pic.photobucket.com/slideshows/btn.gif" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://s303.photobucket.com/albums/nn153/adelemmebis/argoargoargo/?action=view&amp;amp;current=649ceb0d.pbw" target="_blank"&gt;&lt;img style="BORDER-TOP-WIDTH: 0pt; BORDER-LEFT-WIDTH: 0pt; FLOAT: left; BORDER-BOTTOM-WIDTH: 0pt; BORDER-RIGHT-WIDTH: 0pt" src="http://pic.photobucket.com/slideshows/btn_viewallimages.gif" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;a rel="license" href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.5/it/"&gt;
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&lt;/a&gt;
&lt;br /&gt;Questo/a 
&lt;span xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" href="http://purl.org/dc/dcmitype/Text" rel="dc:type"&gt;opera&lt;/span&gt; è pubblicato sotto una 
&lt;a rel="license" href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.5/it/"&gt;Licenza Creative Commons&lt;/a&gt;.&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6904215221325631582-2200724249320112267?l=lefotodiargo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lefotodiargo.blogspot.com/feeds/2200724249320112267/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6904215221325631582&amp;postID=2200724249320112267&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6904215221325631582/posts/default/2200724249320112267'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6904215221325631582/posts/default/2200724249320112267'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lefotodiargo.blogspot.com/2008/04/indovinello.html' title='Indovinello...'/><author><name>Adele M</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh4.googleusercontent.com/-nKSim5ynl7c/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAKbM/jRFtToDPBN4/s512-c/photo.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6904215221325631582.post-5075929586225822295</id><published>2008-04-08T02:21:00.000-07:00</published><updated>2008-04-08T02:29:47.088-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Abbiamo fatto sorgere il sole'/><title type='text'>Abbiamo fatto sorgere il sole</title><content type='html'>&lt;p align="center"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#cc9933;"&gt;Sono giorni che piove e &lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_RSpQVW8dwBY/R_s5u_xCowI/AAAAAAAADNA/1rO9dZ9oCSg/s1600-h/Argo+2.jpg"&gt;&lt;span style="color:#cc9933;"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5186802875401151234" style="CURSOR: hand" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_RSpQVW8dwBY/R_s5u_xCowI/AAAAAAAADNA/1rO9dZ9oCSg/s320/Argo+2.jpg" border="0" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;tu guardi dietro ai vetri della finestra il terrazzo bagnato. Stai in silenzio, gli occhi fissi, quasi immobile. So quello che sogni: il sole! Quei raggi che da quando stiamo insieme ci hanno inseguito e raggiunto dietro agli angoli, dentro alle case, nei recinti e sui prati fioriti. Quei raggi che fanno sudare ma penetrano come una lama dritti nel cuore e poi gocciolano giù, in fondo in fondo all’anima e se glielo permetti la accendono di riflessi. Dove si sono asciugati quei raggi da qualche giorno? &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_RSpQVW8dwBY/R_s5Y_xCouI/AAAAAAAADMw/xo0eRcz5_fw/s1600-h/Argo+9.jpg"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#cc9933;"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5186802497444029154" style="CURSOR: hand" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_RSpQVW8dwBY/R_s5Y_xCouI/AAAAAAAADMw/xo0eRcz5_fw/s320/Argo+9.jpg" border="0" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#cc9933;"&gt;Li cerchi, li invochi ed io non posso fare altro che lasciarti sconsolato davanti ai vetri della finestra che dà su un terrazzo bagnato. Ma non sarei creativa se non mettessi a frutto esperienza e idee! Come ho fatto a non pensarci prima? E allora di corsa in ufficio a montare spezzoni e contributi filmati di vecchie cassette. E poi di corsa a casa da te. Inserisco il dvd e spunta il sole! Tu siedi accanto a me e guardi. Lo schermo è illuminato dall’alba ripresa ad Ischia. Poi cambia inquadratura e la luce irrompe a Sorrento, i raggi fanno capolino tra gli alberi di limone. Scendiamo un po’, guarda c’è il sole a Taormina, un tramonto mozzafiato! Mi fissi, che c’è Argo non riconosci la felicità? I tuoi occhi si voltano ancora verso la tv. Il sole! Il sole! E’ tornato e sta illuminando New York ed è tanto in alto da superare il grattacielo più alto. Lassù splende senza ostacoli ed emana tutta la potenza del suo luminoso calore. Sembra che quel soffio ardente ci stia alitando addosso. I tuoi occhi non lasciano lo schermo. Guarda come picchia il sole a Toledo, sulla plaza de toros e tutti che si sventolano coi ventagli variopinti. Oh guarda Argo! C’è il sole anche a Caracas e lì sì che è forte. Bisogna proteggersi bene altrimenti brucia e fa maledettamente male. Attento adesso: ecco il sole arriva dentro la grotta azzurra. Mamma mia che colori. Bisogna socchiudere gli occhi perché rischiamo di ferirci con questa luce inverosimile. Il sole! Il sole! E adesso la magia: il sole al di sopra delle nuvole nel volo di ritorno da Budapest! &lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_RSpQVW8dwBY/R_s5ZPxCovI/AAAAAAAADM4/zDERaJUj82M/s1600-h/Argo+1.jpg"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#cc9933;"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5186802501738996466" style="CURSOR: hand" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_RSpQVW8dwBY/R_s5ZPxCovI/AAAAAAAADM4/zDERaJUj82M/s320/Argo+1.jpg" border="0" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;Sfilo il disco e lo schermo resta al buio.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#cc9933;"&gt;Hai superato la malinconia? Ce ne andiamo davanti alla finestra del terrazzo. E’ ancora grigio però adesso sai che dietro quelle nubi c’è il sole. Spunterà prima o poi. Vedrai Argo spunterà, è una promessa. E se mai dovessimo sentirne la mancanza allora mi inventerò un film per alleggerire il tuo cuore e per riempire i miei occhi con la tua luminosa felicità. Perchè noi due insieme possiamo anche far sorgere il sole…&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;a rel="license" href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.5/it/"&gt;
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Non c’è premeditazione perché dipende dagli incontri sempre diversi e invece da un po’ ci ritroviamo tra noi. Barbara, Alessandro, Debora e Vania. C’è tranquillità, siamo tutti un po’ rilassati. Complici quei raggi di sole che scendono nel tramonto ma sono ancora tiepidi e fanno compagnia. Complici i giochi e l’agility, i nostri pelosi affiatati, i discorsi pieni di affetto. Ridiamo spesso e poi ci sdraiamo sull’erba. Barbara corre dietro a qualche quadrupede, Alessandro viene preso in ostaggio per rimontare qualche cosa che il vento ha smontato. La sua dolcissima metà, ragazza solare e divertita dagli eventi conduce in agility un Marvin tutto pepe. Debora sdraiata a pelle d’orso con la macchinetta fotografica cerca di immortalare chiunque le passa davanti. Vania stringe tra le braccia il suo golden cucciolo Ike! Bisogna trattenere il respiro certe volte perché l’amore di felicità che si annusa qui è denso e cremoso. E’ tanto ricco che fa male al cuore. E sono loro che ci hanno fatto incontrare: Jack, Lamù, Ike, Pawnee, Zero, Bubble, Marvin, Argo. Complici di questi pomeriggi, di questi scherzi, di queste risate &lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_RSpQVW8dwBY/R_s4NfxCoqI/AAAAAAAADMQ/g2iA9ri0XlA/s1600-h/Campo1.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5186801200363905698" style="CURSOR: hand" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_RSpQVW8dwBY/R_s4NfxCoqI/AAAAAAAADMQ/g2iA9ri0XlA/s320/Campo1.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;fresche. Con Debora che se ne esce sempre con qualche aneddoto o con qualche comando da SS ad uno Zero stupito e remissivo. O a una Pawnee che corre e salta come una campionessa da medaglia d’oro. E Bubble che osserva interessata mentre sperimenta la socializzazione con una Lamù in miniatura ma con un carattere da peperina. E Jack che marca il territorio con spavalda fermezza. E Marvin che nulla può fare se non dire la sua dal trasportino partecipando al pomeriggio di lavoro e relax. E Argo che sfodera il suo talento per la polvere e si rotola dappertutto così da non perdersi nessun bagno di fango. In mezzo ai comandi e alle direttive c’è questa calma soleggiata, questa attesa della festa, questi sentimenti sospesi a mezz’aria addentati come i panini di Debora. Questo stare al gioco perché il gioco ti ha coinvolto. Questo “lavoro” da fare che non è più lavoro ma piacevolissimo incontro.&lt;/div&gt;&lt;p align="center"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_RSpQVW8dwBY/R_s4WfxCosI/AAAAAAAADMg/BOSxOMnRLd4/s1600-h/Campo+3.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5186801354982728386" style="CURSOR: hand" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_RSpQVW8dwBY/R_s4WfxCosI/AAAAAAAADMg/BOSxOMnRLd4/s320/Campo+3.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;div align="center"&gt;E così la conoscenza ci immerge nell’amicizia e ciascuno approfondisce e sonda l’animo altrui. E in mezzo a noi sempre loro che corrono e giocano e ti travolgono o si sdraiano con la lingua fuori dai denti a riprendere fiato. Loro che ti distraggono un attimo e poi ti lasciano tranquillo a pensare a questo pugno di amici per caso su questo campo fuori città. Che nome si può dare a certe sensazioni? &lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;Vita. &lt;/div&gt;&lt;p align="center"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_RSpQVW8dwBY/R_s4QfxCorI/AAAAAAAADMY/wClK1B2bAQE/s1600-h/Campo+2.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5186801251903513266" style="CURSOR: hand" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_RSpQVW8dwBY/R_s4QfxCorI/AAAAAAAADMY/wClK1B2bAQE/s320/Campo+2.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;div align="center"&gt;Semplicemente e niente di più che vita. Vita insieme, consumata con intensa partecipazione. Vita quotidiana, bella da raccontare. Vita che non ti fa perdere tempo e ti lascia in bocca il gusto di averla assaporata. E passa la fame. E passa la sete. E passano i brutti pensieri. E resta solo un pugno di amici per caso su un campo fuori città.&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt; &lt;/div&gt;&lt;p align="center"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_RSpQVW8dwBY/R_s4QfxCorI/AAAAAAAADMY/wClK1B2bAQE/s1600-h/Campo+2.jpg"&gt;&lt;/a&gt; &lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#ff6600;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;a rel="license" href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.5/it/"&gt;
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Me lo hai fatto capire tu. Ad augusta per angusta. In alto si arriva, è inevitabile. Non ricordo più chi disse: il vero peccato è ricevere tanti inviti a salire e restare perpetuamente a livello della mediocrità. Vorrei aggiungere che se si sceglie un amico come te in alto si arriva, è inevitabile. Quattordici mesi.&lt;/strong&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_RSpQVW8dwBY/R_s29vxCooI/AAAAAAAADMA/Yx5WUAeR6Bw/s1600-h/Argo+1.jpg"&gt;&lt;strong&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5186799830269338242" style="CURSOR: hand" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_RSpQVW8dwBY/R_s29vxCooI/AAAAAAAADMA/Yx5WUAeR6Bw/s320/Argo+1.jpg" border="0" /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Abbiamo camminato affiancati. Mi sei piaciuto sempre di più. Ci sono gusti che ci dividono, ci sono idee che ci accomunano. Aspiravo all’alto e sei arrivato. Lo sforzo di raggiungerti mi fa sollevare sulle punte, finalmente sto vivendo con leggerezza! Quando lotti e fatichi a trascinarmi e non molli la presa io ti sono riconoscente. Sto uscendo dalla corazza, come il cavaliere che si spoglia degli ornamenti della lotta. La mia tenzone finisce dove tu appari. Quante altre cose mi farai capire col tempo? Sei un filosofo e prendi la vita con il ritmo giusto. Inviti alla danza con movenze eleganti e sinuose chiudendo gli occhi e lasciandoti andare allo spettacolo dell’esistenza. Ad augusta per angusta. Ormai conosco la strada, so come si fa per avvicinarsi a te. E per anguste strade io ti raggiungerò. Intanto la mia vita prosegue nella tua vita di tutti i giorni con mia zia che mi ricorda che devo comprare le mele Golden perché sono quelle che ti piacciono di più e restano succose ed aspre. Con Sara che scende dal piano di sopra per parlarti, è più forte di lei e tu che l’adori da quando eri cucciolo perché senti l’odore del suo amore. Con Rossana che ti fa giocare anche se a volte è stanca e dolorante e poi tende la mano a sfiorarti in una carezza tenerissima. Con mio cugino che chiude il negozio e arriva di corsa per farti mangiare il pane bruschettato. Con il palazzo che trattiene il respiro quando usciamo e la signora a piano terra che cerca di accarezzarti senza successo e non si dà pace! Con quella del secondo piano che ti segue con gli occhi e sorride scuotendo la testa. Con Iolanda e Trice che ci chiamano e poi restano a guardarti rapite. E il figlio di una delle due che dice: è il cane più bello del quartiere! Malcelando un orgoglio inaspettato. Con Aldo che la mattina all’alba ti provoca, ti strapazza e ti fa fare le capriole. Con il papà del fabbro che si informa sui tuoi progressi in agility. Con Marcella che ha il terrore dei cani ma sul terrazzo ti si avvicina e ti cerca se non ti vede. Con la signora del palazzo di fronte che urla a squarciagola il tuo nome fino a che non la fissi incuriosito. Con la dirimpettaia che ci saluta con la mano. E tu? Ti concedi con parsimonia, capricci da star! E io? Mi sento uno scoglio caro Argo e sono in difficoltà di fronte allo tsunami che hai provocato e che mi corre addosso. Come può uno scoglio arginare il mare? Sei l’onda anomala che ha investito la mia vita e a ben vedere quella di tante persone. Sei una creatura troppo grande per riservare solo a me le tue scorte d’amore. Lo capisco vedendo l’attenzione e la tenerezza che hai suscitato in tante anime. Tutto quello che dai a ciascuno diventa prezioso, profondo. E più scavo più scopro. E più scopro più c’è da scavare. Io sono lo scoglio caro Argo e mi trovo esposta a queste onde che portano a riva un profumo denso. Che trascinano la ricchezza che giace sul fondo. Che bagnano e spruzzano il cuore inumidendolo di una salsedine di affetto e soprannaturale. Io sono lo scoglio e tu sei il mare e intorno a noi tanta gente sospira aspettando l’onda per solcare questa azzurra serenità di infinito.&lt;br /&gt;Tu mio migliore amico. Pezzetto di gioia in questo angolo di città.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/strong&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;a rel="license" href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.5/it/"&gt;
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Sei felice ed io sono felice per te. Ti sto portando in Spagna. Ci rincorriamo dentro al ventre caldo di un bisonte della strada con altri cagnolini e cinque umani.&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_RSpQVW8dwBY/R_HqYfxCn1I/AAAAAAAADEU/Xv0U-AhjKxY/s1600-h/Argo+29genn.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5184182352645103442" style="CURSOR: hand" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_RSpQVW8dwBY/R_HqYfxCn1I/AAAAAAAADEU/Xv0U-AhjKxY/s400/Argo+29genn.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt; Ecco il mondo delle avventure, ecco la vita reale. Scendiamo in autogrill, il tempo di annusare il cielo e l’aria sotto al cielo tutto stelle. Poi via verso un altro paese, un’altra vita. Il viaggio dura un attimo forse perché siamo tutti presi da noi stessi. Tu sei elettrizzato. Cantiamo, giochiamo, abbaiate. L’allegria è di casa dentro a questo bisonte buono che come un cavallo di troia ci contiene e con noi contiene la felicità. Sembriamo bambini, nessuno pensa all’impegno di lavoro che ci aspetta. Con voi è festa, è vacanza, è voglia di stare al gioco!&lt;br /&gt;In Spagna parcheggiamo davanti al Palau de Congressos de Catalunya e scendiamo. Tutti in fila dentro alla sala plenaria. Inizio a dare direttive per allestire. Tu scodinzolando sali sul palco. Tre cagnolini ti guardano dalla platea. Ti accovacci e fai la popò. Penso tra me: che brutta figura! Ma non ho fatto i conti con il tuo carisma. La prima risata irrompe, spezza in due il silenzio, viene trasmessa dagli altoparlanti e nella sala diventa un’eco contagiosa. Qualcuno ha attivato la telecamera mobile e la tua silouette si staglia sul grande schermo cinerama. Tu guardi dritto in macchina. Sei una star impegnatissima! Raccolgo ridendo il tuo bisognino mentre zampetti felice verso i tuoi tre amichetti. Inizio a lavorare con la squadra di tecnici. La scenografia prende vita. Le luci si accendono e si smorzano, si affievoliscono e poi tornano a risplendere sullo schermo di venti metri. Le voci emozionanti di Freddie Mercury e Montserrat Caballè intonano “Barcelona” e la magia vola alta inondandoci. Passano le ore, comincio a essere stanca. Con la troupe decidiamo che possiamo consegnare l’evento alla squadra operativa. Si riparte! Tutti in fila di nuovo ad annusare il cielo e l’aria sotto al cielo tutto stelle. Il tir ruggisce, tu abbai. Via verso l’Italia, verso Roma, verso casa! Corri, sei senza freni. Mentre i tuoi tre amichetti dormono sfiniti tu giri, annusi e saltelli cercando di coinvolgere tutti quelli che ti passano vicino. Arriviamo che è giorno e via di corsa a fare agility al campo di Barbara. Il pomeriggio è ricco di sorprese: Debora fa scendere dall’auto la sua tribù: Pawnee, Zero e una Bubble che è la tua fotocopia! Decidiamo di dar vita ad una dinastia di Golden color biscotto. Ma non ora. Siete troppo giovani e tu sei finalmente stanco! Il matrimonio è rimandato, ma l’impegno resta valido! Che dirti Argo?&lt;br /&gt;Gracias por esta perfecta armonia, màs especial amigo de mi vida!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;a rel="license" href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.5/it/"&gt;
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L’universo che contieni ti porta un passo oltre me. &lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;Ci sono voluti secoli e studi approfonditi per capire che sei una creatura irrimediabilmente infinita. Oggi tutti sperano di spiegarti, di dimostrare quello che sei da sempre: superiore agli esseri animali che si sono sollevati su due gambe per sentirsi più vicini al cielo, mentre tu sei il cielo. Fedeltà e amore ti appartengono per istinto e per passione. E dietro? Dietro c’è il mondo intero. Noi con le nostre catene che ancorano il cuore, con le difficoltà ad assorbire e a respirare la felicità seguitiamo ad uccidervi per cancellare quello che non saremo mai. Noi ci riuniamo per scoprire come dovreste comportarvi, che cosa è meglio per voi. Voi osservate e aspettate pazientemente guardandoci con amorevole tenerezza. E poi con un gesto, un suono, un’occhiata spiegate l’inspiegabile e lasciate che sembri una scoperta. E allora ci stupiamo e diciamo: è inspiegabile! E questo è solo l’ennesimo dono. Se riuscissimo a osservarvi scopriremmo che non avete bisogno di lezioni, di comandi, di suggerimenti. E’ il contrario. Buon senso purissimo e cristallino da respirare, da assimilare, da condividere. Buon senso che vendete, che dovremmo comprare immediatamente. In queste ore che precedono il sonno mi accoccolo vicino vicino a te, sento il bisogno di sapere di più. E la mia mano sul tuo fianco è quella carezza della sera diventata ormai un’abitudine. Non riuscirei ad addormentarmi se non ti salutassi così. Ti alzi e vieni nella mia stanza se non ti saluto così. Qui dimentico tutto quello che ho fatto durante il giorno e mi concentro su di te. E allora riesco a sentirti oltre il silenzio e dentro al tuo sospiro. Intuisco la tua pace, la tua sensibilità potente e ciclopica e cerco di assorbirle. La tua anima trasparente che disseta quella sete più intensa che ho sempre avvertito. Quella sete che arde la gola e screpola le labbra. Vicino vicino a te sento l’esistenza di quel mondo parallelo dove siamo spiriti. Quel mondo parallelo dove non esistono recinti e nemmeno nuvole che limitano un volo. Non ci sono turbolenze, non ci sono esondazioni se non quelle del cuore. In questa carezza della sera ti capisco un po’ di più. Sento che mi ascolti e mi spieghi, mi racconti e mi vuoi bene. In questa carezza mi perdo un po’ ma mi ritrovo con te.&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt; Perciò tu ed io sorridiamo nel sonno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/strong&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;a rel="license" href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.5/it/"&gt;
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Buio come il cielo senza le luci. &lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&lt;strong&gt;Buio fino in fondo dove diventa orizzonte. &lt;/strong&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_RSpQVW8dwBY/R_HrP_xCn3I/AAAAAAAADEk/FVyukqXeEDw/s1600-h/Argo+2.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5184183306127843186" style="CURSOR: hand" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_RSpQVW8dwBY/R_HrP_xCn3I/AAAAAAAADEk/FVyukqXeEDw/s400/Argo+2.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt; &lt;strong&gt;Limite dello sguardo oltre il quale non vedi più né buio né luce. Ho avvertito la tua vita accanto alla mia. Mi sono girata a cercarti ma tu eri già andato oltre in perfetto silenzio.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt; Ed è a quel giorno che penso ogni giorno. A quando mi sorpasserai ed io continuerò a fissarti mentre ti allontani, allora non potrò richiamarti. &lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;Oppure sarò io a sorpassarti e tu ti sentirai tradito e offeso. Avrai paura e ti lascerai morire? Mentre trascorre il tempo e tu compi gli anni io penso allo stesso addio, a tutte le volte che ho seppellito un pezzetto di me, che ho ripreso il largo senza voglia di esistere o di resistere. Eppure senza questi naufragi sarei tornata in superficie per una nuova bracciata? Quell’acqua che mi ha sempre spaventato e intrigato si sarebbe spalancata a sommergermi e poi a farmi riaffiorare con la voglia di un nuovo respiro? I miei polmoni e il mio cuore a chiedere aria, gli occhi e l’anima a cercare una fonte luminosa. Bentornato! Ma da dove Argo? Chi eri prima di te stesso, qualcuno che ho già conosciuto e perduto? E dov’era la porta che è sbattuta dietro di me separandomi dalla famiglia che avevo?&lt;br /&gt;Il campo è ancora buio come il cielo senza le luci. Ma laggiù in fondo è iniziata una tempesta magnetica che porterà lampi lucenti e vento sferzante. Laggiù in fondo è iniziata la tua corsa e il mio cammino. Laggiù vedo la casa piccola con il giardino immenso per i tuoi giochi e il mio riposo. Laggiù vedo le giornate di sole all’ombra del melo e la tua cuccia nuova e la mia sedia a dondolo. Laggiù ci siamo già noi come saremo. Adesso dobbiamo andare laggiù. Per ritrovarci ed esistere.&lt;br /&gt;E intanto il mondo prosegue e le notizie non sono confortanti. Tra sette miliardi di anni il Sole inghiottirà la Terra in un boccone di fuoco. Tra vent’anni i ghiacciai saranno pochi ghiaccioli nel freezer del pianeta. Tra cinquant’anni i bambini non sapranno che cosa era un bosco. Tra cento anni tutti avranno problemi respiratori gravi. Ma noi non ci saremo Argo. Perciò sentiamoci fortunati per queste splendide giornate con un sole ancora amico, per i fiori di un campo ancora verde smeraldo e l’ombra fresca di alberi secolari. Godiamoci i momenti vivi che riesco a percepire come te, la mia serena felicità mentre ti capisco ogni giorno un po’ di più, la tua golosa sorpresa di fronte ai gusti nuovi del cibo cucinato. E la nostra paciosa attesa di domani uguale uguale a oggi, rivissuto nello stesso identico modo. Perché oggi è stato di nuovo perfetto, come ieri.&lt;br /&gt;Noi non ci saremo Argo quando questo meraviglioso mondo rotolerà chissà dove, ridotto chissà come.&lt;br /&gt;Tra sette miliardi di anni, oppure tra vent’anni o tra cinquanta o cento noi non ci saremo. Oppure sì. Tutti e due affacciati all’oblò della navicella che Capitan Caronte traghetta da secoli per l’universo con i motori al massimo per approdare lassù su una nuova terra. Tutta da calpestare, senza ghiacciai che si sciolgono, senza alberi che muoiono, senza raggi di sole che trafiggono. &lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;Una terra dove umani ed animali passeggiano, si incontrano, si sorridono e nessuno pensa ad ammazzare l’altro. &lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;Una terra dove non esiste il tempo che passa e l’orologio non sarà mai inventato. &lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;Perché su quella terra caro Argo, il tempo per morire non c’è più.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/strong&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;a rel="license" href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.5/it/"&gt;
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&lt;br /&gt;Questo/a 
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&lt;br /&gt;Questo/a 
&lt;span xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" href="http://purl.org/dc/dcmitype/Text" rel="dc:type"&gt;opera&lt;/span&gt; è pubblicato sotto una 
&lt;a rel="license" href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.5/it/"&gt;Licenza Creative Commons&lt;/a&gt;.&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6904215221325631582-8945484226810104856?l=lefotodiargo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lefotodiargo.blogspot.com/feeds/8945484226810104856/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6904215221325631582&amp;postID=8945484226810104856&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6904215221325631582/posts/default/8945484226810104856'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6904215221325631582/posts/default/8945484226810104856'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lefotodiargo.blogspot.com/2008/03/una-furtiva-lacrima.html' title='Una furtiva lacrima'/><author><name>Adele M</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh4.googleusercontent.com/-nKSim5ynl7c/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAKbM/jRFtToDPBN4/s512-c/photo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6904215221325631582.post-8666059836090147061</id><published>2008-03-13T15:16:00.001-07:00</published><updated>2008-03-13T15:18:44.989-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Domani è un’altra favola'/><title type='text'>Domani è un’altra favola</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_RSpQVW8dwBY/R9mn0stVoTI/AAAAAAAAC_I/HpNweyajJ-s/s1600-h/Argo+5bis.jpg"&gt;&lt;img style="cursor: pointer;" src="http://3.bp.blogspot.com/_RSpQVW8dwBY/R9mn0stVoTI/AAAAAAAAC_I/HpNweyajJ-s/s400/Argo+5bis.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5177353770435453234" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt; &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:18;"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:18;"&gt;La notte è azzurra.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:18;"&gt;Ci sono macchie di giallo dove le luci colpiscono e sfumano. Cammino con la testa immersa nel giaccone e tu saltelli con gli occhi vispi e attenti.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:18;"&gt;La nostra notte è azzurra. Nessuno dei due aveva sonno e così siamo usciti in cerca di favole.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:18;"&gt;Il silenzio è dappertutto, la pace è inverosimile.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:18;"&gt;In questa epoca di smog, traffico, rumore assordante noi siamo in mezzo al nulla. Questa notte da favola è tutta per noi. Qualcuno l’ha inventata stasera e proseguirà mentre avanziamo. Anzi, nasce sotto ai nostri passi. Ci avventuriamo per vicoli illuminati da lampioni altissimi, stelle perdute nell’altra metà del cielo con una luna bianca e rotonda che sembra una bocca aperta allo stupore. E sotto a quel grido muto e lucente ci rendiamo conto che stiamo bene insieme tu ed io. Non ci occorre molto per essere felici. Bastiamo noi due.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size:18;"&gt;Alzi la testa verso di me ed io ti incito. Che importa dove porta la strada?&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size:18;"&gt;Non ci perderemo con il tuo fiuto! Mi affido a te e tu sai che ti proteggerò.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size:18;"&gt;E’ questa la nostra forza ciclopica, Argo.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size:18;"&gt;L’abbiamo scoperta finalmente. Sta crescendo la consapevolezza del nostro affetto, ci salda e ci riscalda il legame cresciuto inavvertitamente.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:18;"&gt;Dietro l’angolo c’è un bagliore sottile, una manciata di riflessi nati per caso e solo di passaggio. Sono i fari di un’auto che sfreccia via lanciando schegge di luci contro le vetrine, gli specchi, i nostri occhi feriti. Che sensazione strana ci fa provare questa città stasera.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size:18;"&gt;Giriamo a caso, senza fretta, senza voglia di tornare veramente.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size:18;"&gt;Giriamo scoprendo angoli sconosciuti che domani, con i raggi del sole, ci sembreranno comuni e senza magie.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size:18;"&gt;Ma adesso è una favola questa passeggiata improvvisata. E’ una favola &lt;st1:personname productid="la vita. Siamo" st="on"&gt;la vita.&lt;br /&gt;&lt;/st1:personname&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size:18;"&gt;&lt;st1:personname productid="la vita. Siamo" st="on"&gt;Siamo&lt;/st1:personname&gt; nella favola tutti e due. Ed ecco che spunta un folletto dei boschi e ci saluta togliendosi il cappello. Barbone, elfo, creatura vera o finta, perché chiederselo? Si muove a saltelli, il suo ballo personale intorno alla vita.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size:18;"&gt;Ci sorride cantando, si inchina davanti a te e poi si allontana vestito di stracci colorati che gli sventolano tra le gambe. Lo segui per un po’ incuriosito, annusi per un attimo il suo mondo.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size:18;"&gt;Ma poi ti arrendi alla stanchezza. Sbadigli e invertiamo marcia.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size:18;"&gt;Si torna a dormire.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size:18;"&gt;Forse hai fretta di sognare per scoprire da dove viene quel folletto. Bisogna far presto o il mondo sconosciuto svanirà e non si potrà più varcare la soglia dell’inverosimile.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size:18;"&gt;Appena a casa corri sul tuo cuscino. Ti sdrai, mi guardi ancora una volta e ti auguro &lt;st1:personname productid="la buonanotte. A" st="on"&gt;la buonanotte.&lt;br /&gt;&lt;/st1:personname&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size:18;"&gt;&lt;st1:personname productid="la buonanotte. A" st="on"&gt;A&lt;/st1:personname&gt; domani, Argo.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size:18;"&gt;A sempre con te.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:18;"&gt;E domani è già un’altra favola.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;a rel="license" href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.5/it/"&gt;
&lt;img alt="Creative Commons License" style="border-width:0" src="http://i.creativecommons.org/l/by-nc-nd/2.5/it/88x31.png" /&gt;
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&lt;a rel="license" href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.5/it/"&gt;Licenza Creative Commons&lt;/a&gt;.&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6904215221325631582-8666059836090147061?l=lefotodiargo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lefotodiargo.blogspot.com/feeds/8666059836090147061/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6904215221325631582&amp;postID=8666059836090147061&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6904215221325631582/posts/default/8666059836090147061'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6904215221325631582/posts/default/8666059836090147061'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lefotodiargo.blogspot.com/2008/03/domani-unaltra-favola.html' title='Domani è un’altra favola'/><author><name>Adele M</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh4.googleusercontent.com/-nKSim5ynl7c/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAKbM/jRFtToDPBN4/s512-c/photo.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_RSpQVW8dwBY/R9mn0stVoTI/AAAAAAAAC_I/HpNweyajJ-s/s72-c/Argo+5bis.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6904215221325631582.post-6474033692517577227</id><published>2008-03-13T14:45:00.000-07:00</published><updated>2008-03-13T15:20:34.388-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Argo e il regalo della vita'/><title type='text'>Argo e il regalo della vita</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_RSpQVW8dwBY/R9mhh8tVoQI/AAAAAAAAC-w/qBBSjKnbVwE/s1600-h/Argo+3.jpg"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:18;"&gt;&lt;span style=""&gt;                      &lt;/span&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:18;"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:18;"&gt;Barbara ti osserva mentre giochi, ti muovi, ci guardi. Hai la fobia dei luoghi s&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:18;"&gt;tretti e bui e delle altezze sconosciute. &lt;/span&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_RSpQVW8dwBY/R9mhhstVoPI/AAAAAAAAC-o/I7MfmOPFX0Q/s1600-h/Argo+6.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://3.bp.blogspot.com/_RSpQVW8dwBY/R9mhhstVoPI/AAAAAAAAC-o/I7MfmOPFX0Q/s320/Argo+6.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5177346846948172018" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:18;"&gt;Lei pensa e poi dice la parola magica: agility!&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:18;"&gt;Si mette carponi vicino a te e superi il tunnel.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:18;"&gt;Le sue braccia ti avvolgono e sali tranquillo sul passaggio sopraelevato.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:18;"&gt;Ti incita e trotterelli su e giù per il ponte. Hop! e salti felice dentro &lt;st1:personname productid="la ruota. Come" st="on"&gt;la ruota.&lt;br /&gt;&lt;/st1:personname&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:18;"&gt;&lt;st1:personname productid="la ruota. Come" st="on"&gt;Come&lt;/st1:personname&gt; non sorridere? Sei un regalo infinito ogni giorno. Adesso capisco quel titolo: “cani e padroni felici”. Barbara è una fonte incredibile di iniziative e suggerimenti.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:18;"&gt;Paura dei rumori?&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:18;"&gt;Palloncini e coccole.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:18;"&gt;La sedia si rovescia e tu scappi?&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size:18;"&gt;Avvicinamento e rassicurazione.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size:18;"&gt;Prove di concentrazione? Disturbo durante la lezione con un altro cagnolino o un umano.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size:18;"&gt; Lei raggiunge sempre il tuo cuore e lo riempie di nuove favole. E’ così precisa nella diagnosi e nella cura che durante la seconda lezione di agility salti e ti arrampichi da solo e a casa ti intrufoli sotto i divani e i tavoli senza più il batticuore.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size:18;"&gt;Guardandovi è scoprire un tesoro nascosto.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size:18;"&gt;Lei sensibile e attenta, tu infinita ricchezza.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:18;"&gt;E’ come quando torno a casa e hai il pianto in gola e la felicità nella coda.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size:18;"&gt;Come posso essere questo grande regalo per te sempre così intenso e insostituibile?&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size:18;"&gt;Sei tu il dono inaspettato della mia vita.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size:18;"&gt;Quanto è umile il tuo voler bene.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size:18;"&gt;Quanto è magnifica la forza che dimostri ogni volta senza pretendere nulla in cambio. Accetti quello che ti do e te lo fai bastare.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size:18;"&gt;Come se ti avessi donato &lt;st1:personname productid="la vita. E" st="on"&gt;la vita.&lt;br /&gt;&lt;/st1:personname&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size:18;"&gt;&lt;st1:personname productid="la vita. E" st="on"&gt;E&lt;/st1:personname&gt; non sai di essere tu a donarmela.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size:18;"&gt;E questa sorpresa continua nel ritrovarti mi gonfia il cuore e mi affolla l’anima.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size:18;"&gt;Ci sono luoghi e persone Argo, su questo immenso pianeta, che hanno la capacità di farmi sentire piccola ed umile ma anche grande quando in un pensiero raccolgo l’universo.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size:18;"&gt;E’ questa eterna lotta tra nulla e tutto che ci rende così magici e speciali.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size:18;"&gt;Da quando ho te Samarcanda non esiste più. Ci sono solo i tuoi momenti di tenerezza quando ti accucci in braccio a me a sentire il calore che rassicura e allontana la notte buia.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size:18;"&gt; Ci sono i tuoi occhi con quella incredibile luce in fondo. Samarcanda oggi è un luogo di speranza infinita accucciata come te nella sabbia e nei miraggi del deserto dorati come il tuo pelo, come le tue sopracciglia.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size:18;"&gt;Finalmente torno con il sorriso sulle labbra e dietro agli occhi l’ultima visione che ho avuto di te partendo.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size:18;"&gt;L’ultima carezza che ti ho fatto, l’ultimo sguardo che mi hai lanciato.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size:18;"&gt;Torno con la certezza di ritrovarti ad aspettarmi con la stessa fedeltà.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size:18;"&gt; Con la stessa forza ciclopica nell’affermare che sono io la persona alla quale hai offerto la tua vita per un attimo della mia vita.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size:18;"&gt;Sei una presenza così grande che rimpicciolisco di fronte all’esistenza intera.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_RSpQVW8dwBY/R9mhh8tVoQI/AAAAAAAAC-w/qBBSjKnbVwE/s1600-h/Argo+3.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://4.bp.blogspot.com/_RSpQVW8dwBY/R9mhh8tVoQI/AAAAAAAAC-w/qBBSjKnbVwE/s320/Argo+3.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5177346851243139330" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size:18;"&gt;Poi tu sospiri e l’universo mi accoglie di nuovo.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:18;"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;a rel="license" href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.5/it/"&gt;
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&lt;br /&gt;Questo/a 
&lt;span xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" href="http://purl.org/dc/dcmitype/Text" rel="dc:type"&gt;opera&lt;/span&gt; è pubblicato sotto una 
&lt;a rel="license" href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.5/it/"&gt;Licenza Creative Commons&lt;/a&gt;.&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6904215221325631582-6474033692517577227?l=lefotodiargo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lefotodiargo.blogspot.com/feeds/6474033692517577227/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6904215221325631582&amp;postID=6474033692517577227&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6904215221325631582/posts/default/6474033692517577227'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6904215221325631582/posts/default/6474033692517577227'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lefotodiargo.blogspot.com/2008/03/argo-e-il-regalo-della-vita.html' title='Argo e il regalo della vita'/><author><name>Adele M</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh4.googleusercontent.com/-nKSim5ynl7c/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAKbM/jRFtToDPBN4/s512-c/photo.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_RSpQVW8dwBY/R9mhhstVoPI/AAAAAAAAC-o/I7MfmOPFX0Q/s72-c/Argo+6.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6904215221325631582.post-8953277792747478963</id><published>2008-03-13T14:32:00.000-07:00</published><updated>2008-03-13T14:45:50.860-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Ai confini della realtà'/><title type='text'>Ai confini della realtà</title><content type='html'>&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:18;"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size:18;"&gt;&lt;span style=""&gt;                        &lt;/span&gt;Ti sento sempre arrivare,&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size:18;"&gt;anche nel dormiveglia. &lt;/span&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_RSpQVW8dwBY/R9mdvMtVoOI/AAAAAAAAC-g/wmkINkRFNZM/s1600-h/Argo+8bis.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://1.bp.blogspot.com/_RSpQVW8dwBY/R9mdvMtVoOI/AAAAAAAAC-g/wmkINkRFNZM/s400/Argo+8bis.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5177342680829894882" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:18;"&gt;Trotterelli felpato per casa fino a posare le zampe sul mio letto e poggiare la guancia sulla coperta per la prima carezza. Poi lo scodinzolio felice quando scopri che sono sveglia.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size:18;"&gt; Mi alzo e tu ti siedi davanti al bagno mentre mi vesto per uscire.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size:18;"&gt;La pasticca delle vitamine per te, la pasticca delle vitamine per me.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size:18;"&gt;E via!&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size:18;"&gt;Coda alta e svettante, orecchie al vento, muso a terra.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size:18;"&gt;Avanti, indietro, di lato, di corsa.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size:18;"&gt; Ti immobilizzi all’improvviso e ti guardi intorno: dove sono i gatti questa mattina? E Lola, il tuo amore bianco e nero? Si prosegue con la pioggia, con il vento oppure con il sole che ancora non è nato. L’importante è vivere insieme questo primo momento.&lt;span style=""&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size:18;"&gt;Poi&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;si torna a casa perché è l’ora della pappa!&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size:18;"&gt;Saltelli mentre preparo. Zampa destra, zampa sinistra. Zampe dietro, testa che gira da una parte all’altra.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size:18;"&gt;Sembra la danza di Fred Astaire, il tuo personalissimo tip tap. Mangi e poi corri davanti al mobile dove c’è il biscotto.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size:18;"&gt;Azzanni e via a gustarlo sul terrazzo, sempre che non piove. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size:18;"&gt;Ti saluto e me ne vado ricordandoti che tornerò nel pomeriggio. Ti accucci mentre chiudo la porta e immagino quello che farai durante la mia assenza. Girerai per casa parlando con le persone che componevano la mia famiglia e che solo tu riesci a vedere? Dormirai felice trasformando in un attimo l’intera giornata? Riceverai la visita dei maghi che ti hanno creato e che ti proteggono e passerai con loro il tuo tempo?&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size:18;"&gt;Forse chissà…attraversi solo i confini della realtà e diventi magico, impossibile.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size:18;"&gt;E voli sulla città fino ad arrivare al mio ufficio, per spiarmi in silenzio, per assicurarti che tornerò da te.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size:18;"&gt; Quando la chiave gira di nuovo nella serratura tu già scodinzoli dietro la porta, ti agiti e piangi piano.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size:18;"&gt;Ti ripeto: sì sono qui. Sono qui! Ma non ti basta, vuoi di più. Devo occuparmi di te sul serio. Non solo per giocare ma per parlare.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size:18;"&gt;Soprattutto per parlare. Allora salti sul divano, pieghi la testa tra le gambe e inarchi il corpo verso l’alto.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size:18;"&gt;Una posa impossibile che ti fa sprofondare in braccio a me.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size:18;"&gt;Ti gratto piano piano dietro l’orecchio e sulla pancia e tu ti immobilizzi. E lì ci raccontiamo &lt;st1:personname productid="la giornata. E" st="on"&gt;la  giornata.&lt;br /&gt;&lt;/st1:personname&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size:18;"&gt;&lt;st1:personname productid="la giornata. E" st="on"&gt;E&lt;/st1:personname&gt;’ un momento lungo, profondo, impalpabile. E’ il nostro momento e nessuno ce lo toglie. Nulla ci distrae.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size:18;"&gt;A nessuno più di noi appartiene. Ed entriamo attraverso il confine della realtà nel mondo nel quale ci siamo trovati da un anno.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size:18;"&gt;Amici per la pelle,&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size:18;"&gt;amici per &lt;st1:personname productid="la vita. Amici" st="on"&gt;la vita.&lt;br /&gt;&lt;/st1:personname&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size:18;"&gt;&lt;st1:personname productid="la vita. Amici" st="on"&gt;Amici&lt;/st1:personname&gt; e basta.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:18;"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;a rel="license" href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.5/it/"&gt;
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&lt;br /&gt;Questo/a 
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&lt;a rel="license" href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.5/it/"&gt;Licenza Creative Commons&lt;/a&gt;.&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6904215221325631582-8953277792747478963?l=lefotodiargo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lefotodiargo.blogspot.com/feeds/8953277792747478963/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6904215221325631582&amp;postID=8953277792747478963&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6904215221325631582/posts/default/8953277792747478963'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6904215221325631582/posts/default/8953277792747478963'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lefotodiargo.blogspot.com/2008/03/ai-confini-della-realt.html' title='Ai confini della realtà'/><author><name>Adele M</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh4.googleusercontent.com/-nKSim5ynl7c/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAKbM/jRFtToDPBN4/s512-c/photo.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_RSpQVW8dwBY/R9mdvMtVoOI/AAAAAAAAC-g/wmkINkRFNZM/s72-c/Argo+8bis.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6904215221325631582.post-6084941775211284903</id><published>2008-03-13T13:57:00.000-07:00</published><updated>2008-03-13T14:31:25.091-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Lassù qualcuno mi ha amato'/><title type='text'>Lassù qualcuno mi ha amato</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_RSpQVW8dwBY/R9mYyMtVoNI/AAAAAAAAC-Y/iaRfxGX30QI/s1600-h/Argo+7.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://1.bp.blogspot.com/_RSpQVW8dwBY/R9mYyMtVoNI/AAAAAAAAC-Y/iaRfxGX30QI/s320/Argo+7.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5177337234811363538" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=";font-family:&amp;quot;;font-size:18;"  &gt;Quando sto con te. Quando la tua tenerezza straripa e cerchi le coccole, quando le fai.&lt;/span&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:18;"&gt;Ho scoperto che sai fare le fusa. Il brontolio sommesso, dentro ai denti. Continuo, morbido come il tuo abbraccio e insistente e prepotente quando devi farti sentire. Con dolcezza ma devi dire che ci sei. Che tocca a me avere cura di te. E poi cambia il vento e tu lo annusi alzando il muso. Mi vieni accanto e mi distrai per occuparti di me. Il sole che è sorto al mattino ha frenato la sua corsa lassù e alle prime ombre ti sdrai sulla coperta e poggi la testa sul cuscino con il tuo nome ricamato sopra. Chiudi gli occhi, le zampe tese davanti al corpo. Una figura di ballo plastica e un pò divertente. Chiudi gli occhi per un pisolino mentre io mi occupo di altro. Non so chi ci protegge, Argo. Ma so che è sceso dall’alto e viene da lontano. E’ una magica ombra. Spia i nostri stati d’animo, allinea le rughe e spiana la strada in modo che possiamo percorrerla insieme. Cura i nostri sogni e li fa avverare. Uno alla volta, immancabilmente. Ci siamo arricchiti noi due stando insieme e adesso possiamo permetterci di donare un po’ della nostra ricchezza. Amiamo di più, ridiamo di più, viviamo di più. Moriremo di più, lo so. Dietro a tanto più di quello che c’era prima. Ma solo chi macera dentro di sé tutto il mondo può rinascere dalla cenere. Solo chi ha conosciuto la luce che se ne va può apprezzare veramente la luce che è rimasta. Siamo due forze della natura messe insieme. Dobbiamo solo spiegare le ali. Ce le siamo guadagnate sai, ma non ce ne siamo accorti prima. Eravamo separati. Tutti gli angeli nascono così, da un incontro perché in due si ridiventa uno ma più completo. Alza il muso e annusa, c’è la magia di quel volo sospesa a mezz’aria. Vederti ogni mattina al risveglio mi fa capire la cosa più importante di tutta la mia vita. Lassù qualcuno mi ha amato molto e per questo mi ha regalato te. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:18;"&gt;Quando gli alberi piangono brina e il mondo galleggia in silenzio penso a quello che ho. Tutti i progetti nuovi adesso mi sembrano un regalo infinito, tutta la vita che ho vissuto da un anno fa riesce a farmi sentire viva per la prima volta. Ho scartato il regalo più grande e inaspettato. Il tuo primo uggiolio dentro la carta colorata, un pacco dono, premio dei dolori passati. Una ricchezza senza valore perché non ha valore la ricchezza della felicità.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:18;"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:18;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:18;"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;a rel="license" href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.5/it/"&gt;
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&lt;br /&gt;Questo/a 
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&lt;a rel="license" href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.5/it/"&gt;Licenza Creative Commons&lt;/a&gt;.&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6904215221325631582-6084941775211284903?l=lefotodiargo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lefotodiargo.blogspot.com/feeds/6084941775211284903/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6904215221325631582&amp;postID=6084941775211284903&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6904215221325631582/posts/default/6084941775211284903'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6904215221325631582/posts/default/6084941775211284903'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lefotodiargo.blogspot.com/2008/03/lass-qualcuno-mi-ha-amato.html' title='Lassù qualcuno mi ha amato'/><author><name>Adele M</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh4.googleusercontent.com/-nKSim5ynl7c/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAKbM/jRFtToDPBN4/s512-c/photo.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_RSpQVW8dwBY/R9mYyMtVoNI/AAAAAAAAC-Y/iaRfxGX30QI/s72-c/Argo+7.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6904215221325631582.post-279141769768417304</id><published>2008-01-28T05:22:00.000-08:00</published><updated>2008-01-28T05:23:18.868-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Bibidi Bobidi Bù'/><title type='text'>Bibidi Bobidi Bù</title><content type='html'>Stasera sei particolarmente eccitato e giochi sul terrazzo sotto un cielo pieno di luci. Devo lasciarti per lavoro. Per la prima volta da quando stiamo insieme non ci vedremo per un po’. Sono addolorata e decido di lasciarti una favola, così ti chiamo con il tono di voce che uso per coccolarti e tu ti accucci accanto a me. Quale è la favola più grande, Argo? E’ quella vissuta dagli uomini.&lt;br /&gt;C’era una volta un signore che immaginando un mondo diverso si  è cominciato a chiedere: perché non farlo esistere, perché non condividerlo?&lt;br /&gt;Questo signore era Walt Disney il papà di un popolo straordinario ed irripetibile. Il suo sogno da bambino lo teneva ben stretto nei pugni. Da grande ha deciso di liberarlo ed ha aperto le mani. E’ così che il suo è diventato il mondo di tante persone, non solo dei bambini. Allora questo signore ha cominciato a disegnare e tra le sue dita hanno preso vita mille personaggi fantastici. Ora lui non c’è più ma le sue creature seguitano a raccontare le favole a milioni di abitanti di questa terra. Come si può immaginare tanto e come si può renderlo così reale? Anche una donna ha sognato l’impossibile e per far addormentare la sua bambina di sera ha cominciato a scrivere una storia magica. Oggi è ricchissima perché Harry Potter è una favola mondiale. Ma forse questa donna era già ricchissima prima di cominciare a scrivere.&lt;br /&gt;E poi ci sono i fratelli Grimm, Collodi. Fedro, Esopo, Andersen. Tanti esseri umani con dentro una favola. Non è giusto pensare che non c’è niente di vero, che è inutile e infantile. Le favole più grandi Argo sono il retaggio della vita di qualcuno che le ha sognate prima di viverle. Che le ha catturate e riposte in un angolo del suo cuore. E poi le ha urlate al cielo fino a farle ricadere su di noi sotto forma di pioggia. Ogni singola goccia ha colpito un essere vivente. Ogni essere vivente l’ha portata con sé. E’ così che si è trasmessa l’epidemia della favola. Un’epidemia che non fa vittime ma ti fa ugualmente ammalare di serenità. E da quando è iniziato il contagio l’umanità canta la formula magica Bibidi Bobidi Bù! aspettando che la zucca si trasformi in carrozza. Perché non crederci se per noi due la magia ha funzionato?&lt;br /&gt;Adesso ti sei addormentato. Chissà che cosa sognano i cagnolini come te quando chiudono gli occhi. Forse sognano le favole e le creature improbabili che le popolano. Forse sognano i cuccioli pieni d’amore. Ecco è questa la favola.&lt;br /&gt;La favola sei tu, Argo.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;a rel="license" href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.5/it/"&gt;
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&lt;a rel="license" href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.5/it/"&gt;Licenza Creative Commons&lt;/a&gt;.&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6904215221325631582-3189682850778227726?l=lefotodiargo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lefotodiargo.blogspot.com/feeds/3189682850778227726/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6904215221325631582&amp;postID=3189682850778227726&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6904215221325631582/posts/default/3189682850778227726'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6904215221325631582/posts/default/3189682850778227726'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lefotodiargo.blogspot.com/2008/01/argo-e-le-briciole-di-pollicino.html' title='Argo e le briciole di Pollicino'/><author><name>Adele M</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh4.googleusercontent.com/-nKSim5ynl7c/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAKbM/jRFtToDPBN4/s512-c/photo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6904215221325631582.post-7643882133965244988</id><published>2008-01-22T01:05:00.000-08:00</published><updated>2008-01-24T04:51:20.925-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Tu sei così'/><title type='text'>Tu sei così</title><content type='html'>&lt;div style="COLOR: rgb(0,51,0)" align="center"&gt;&lt;strong&gt;A volte mi chiedo: perché sei così? &lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5157652002067992722" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: pointer; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_RSpQVW8dwBY/R5OpK2JYUJI/AAAAAAAACrM/Fmvmwnz7C7c/s400/argo9+copia.jpg" border="0" /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="COLOR: rgb(0,51,0)" align="center"&gt;&lt;strong&gt;Proprio tu, proprio con questo carattere, proprio con questo cuore. &lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="COLOR: rgb(0,51,0)" align="center"&gt;&lt;strong&gt;Martina ti ha visto nascere. “E’ il più dolce” mi ha detto prima di affidarti a me. Barbara ti ha visto crescere: “E’ incredibile lavorare con lui” mi ha continuato a ripetere nel tempo. &lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="COLOR: rgb(0,51,0)" align="center"&gt;&lt;strong&gt;Le persone ti guardano: “E’ bellissimo” mi dicono. &lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="COLOR: rgb(0,51,0)" align="center"&gt;&lt;strong&gt;Ed io? Io ti adoro e non sono oggettiva. &lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="COLOR: rgb(0,51,0)" align="center"&gt;&lt;strong&gt;E tu? Seguiti ad essere tu, senza cambiare se non esteriormente. Fedele a te stesso oltre che a me. &lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;strong style="COLOR: rgb(0,51,0)"&gt;&lt;/strong&gt;&lt;div style="COLOR: rgb(0,51,0)" align="center"&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;Argo possibile che non puoi usare le parole umane? &lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="COLOR: rgb(0,51,0)" align="center"&gt;&lt;strong&gt;Sforzati, fa del tuo meglio. La tua anima raccoglie troppe cose per non fartele dire. Diventa più forte, lotta contro questo mutismo fisico. Vai oltre l’abbaio, l’uggiolio, i latrati. Fai finta di lanciare uno sguardo come quelli che lanci, con la stessa intensità. Ma fallo partire dalla gola invece che dagli occhi. So che ne sei capace. &lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;strong style="COLOR: rgb(0,51,0)"&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;br /&gt;Quante cose mi racconteresti con la stessa saggezza che usi nel comportarti, nell’esistere, nel giocare? &lt;/div&gt;&lt;p align="center"&gt;Tu sei così. E mi lasci senza parole… &lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&lt;br /&gt;E intanto è passato un anno. E’ passato in un volo, è passato con te. Mi chiedo come trascorrevano le giornate prima, nella pulizia asettica e nel silenzio, nell’incapacità di guardare vedendo, nella totale assenza di giochi sparsi. Dove erano le sensazioni morbide e dove il colore d’oro? Dove la presenza ansante mentre guidavo e dove la preoccupazione di tornare presto, più presto! Dove era il guizzo e il salto con la coda a mille, dove il dilemma: biscottino o osso? Con te che mi spii e intanto speri. &lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;Dove eravamo tu ed io un anno fa? Mi sembra impossibile non dirti grazie, mi sembra impossibile che tu non lo capisca. E’ come quando ti osservo e aspetto una risposta. E tu rispondi a sguardi come parole ed emozioni. Ci parliamo così spesso, così tanto da avere ben chiaro tutti e due le regole, i limiti dell’uno, le difficoltà dell’altra e i sogni divisi a metà. E le soluzioni per seguitare a crescere vicini, in simbiosi. E’ come quando sei sdraiato sulla coperta ed io prima di andare a letto ti accarezzo e ti dico: buonanotte, a domani. E tu che sembri addormentato sollevi le palpebre e non ti muovi. Sospiri e richiudi gli occhi in pace. Quanto mi hai donato in un anno? Non riesco a quantificarlo. Lo intuisco man mano che andiamo avanti e la somma diventa impossibile. Mi hai tirato fuori da un abisso scuro scuro come i tuoi occhi, mi sono trovata di fronte ad un sole accecante ed era il tuo colore. &lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;L’unica parola che posso recitare è: grazie. E’ piccola, non basta, è quasi tutto. &lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;Con te non c’è bisogno di altro. Leggi dentro alle mie parole come leggi dentro di me. Devo solo poggiarti la mano sul capo per farti ricevere tutti i segnali del mio amore. Adesso che ci sei penso che esistevi da sempre vicino a me. Le nostre strade si sono incrociate come i binari che attraversano altri binari. E lì in quel punto abbiamo iniziato il cammino insieme. Per tutta la durata della tua vita con me. &lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;Per tutta la durata della mia vita con te. Quello che ci riserva il domani sarà buono o cattivo, non importa. &lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;Ci tengono insieme cavi d’acciaio che non si spezzano. &lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;Sottili come capelli fragili e indistruttibili come sentimenti immortali. &lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;Ci perderemo per un attimo e poi torneremo a passeggiare insieme.&lt;br /&gt;Per tutto questo anno e per tutti i prossimi anni: buon compleanno e grazie. &lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="COLOR: rgb(0,51,0); TEXT-ALIGN: left"&gt;&lt;a href="http://s155.photobucket.com/albums/s293/adelemme/?action=view&amp;amp;current=Argo5.jpg" target="_blank"&gt;&lt;img style="WIDTH: 395px; HEIGHT: 288px" alt="Photobucket" src="http://i155.photobucket.com/albums/s293/adelemme/Argo5.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;a rel="license" href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.5/it/"&gt;
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&lt;br /&gt;Questo/a 
&lt;span xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" href="http://purl.org/dc/dcmitype/Text" rel="dc:type"&gt;opera&lt;/span&gt; è pubblicato sotto una 
&lt;a rel="license" href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.5/it/"&gt;Licenza Creative Commons&lt;/a&gt;.&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6904215221325631582-7643882133965244988?l=lefotodiargo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lefotodiargo.blogspot.com/feeds/7643882133965244988/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6904215221325631582&amp;postID=7643882133965244988&amp;isPopup=true' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6904215221325631582/posts/default/7643882133965244988'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6904215221325631582/posts/default/7643882133965244988'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lefotodiargo.blogspot.com/2008/01/tu-sei-cos.html' title='Tu sei così'/><author><name>Adele M</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh4.googleusercontent.com/-nKSim5ynl7c/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAKbM/jRFtToDPBN4/s512-c/photo.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_RSpQVW8dwBY/R5OpK2JYUJI/AAAAAAAACrM/Fmvmwnz7C7c/s72-c/argo9+copia.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6904215221325631582.post-6325034494831944930</id><published>2008-01-03T05:13:00.000-08:00</published><updated>2008-03-19T15:42:19.522-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='La casa nella prateria'/><title type='text'>La casa nella prateria</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center; font-weight: bold; color: rgb(153, 51, 0);"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Non &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;è il film&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;,&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: center; font-weight: bold; color: rgb(153, 51, 0);" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_RSpQVW8dwBY/R3zhf2JYTtI/AAAAAAAACmo/vTK8Vv-L0SA/s1600-h/DSCN4019.JPG"&gt;&lt;img style="cursor: pointer;" src="http://2.bp.blogspot.com/_RSpQVW8dwBY/R3zhf2JYTtI/AAAAAAAACmo/vTK8Vv-L0SA/s200/DSCN4019.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5151240011032055506" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: center; font-weight: bold; color: rgb(153, 51, 0);" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt; è &lt;st1:personname productid="la vita. La" st="on"&gt;la vita&lt;/st1:personname&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;st1:personname productid="la vita. La" st="on"&gt;.&lt;/st1:personname&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: center; font-weight: bold; color: rgb(153, 51, 0);" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;st1:personname productid="la vita. La" st="on"&gt; &lt;/st1:personname&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_RSpQVW8dwBY/R3zhfWJYTsI/AAAAAAAACmg/msmPmwM78SQ/s1600-h/DSCN4049.JPG"&gt;&lt;img style="cursor: pointer;" src="http://4.bp.blogspot.com/_RSpQVW8dwBY/R3zhfWJYTsI/AAAAAAAACmg/msmPmwM78SQ/s200/DSCN4049.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5151240002442120898" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; font-weight: bold; color: rgb(153, 51, 0);"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;st1:personname productid="la vita. La" st="on"&gt;La&lt;/st1:personname&gt; casa la vedi dopo una curva ed un cancello. &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;C’è un odore di &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;erba e rugiada buttato nell’aria che i cani annusano con la testa sollevata verso il cielo. La temperatura è frizzante ma il sole e il cielo trasparente la rendono sopportabile. C’è il contadino che arriva con la carriola e i legni per il camino. C’è gente nuova indaffarata a scaricare pacchi, coperte, attrezzi. Laura, Luca, Federico.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: center; color: rgb(153, 51, 0);"&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 255, 255);font-size:130%;" &gt;&lt;a style="font-weight: bold;" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_RSpQVW8dwBY/R3zjumJYTwI/AAAAAAAACnA/_UZhWP6rnR4/s1600-h/DSCN4016.JPG"&gt;&lt;img style="cursor: pointer;" src="http://1.bp.blogspot.com/_RSpQVW8dwBY/R3zjumJYTwI/AAAAAAAACnA/_UZhWP6rnR4/s320/DSCN4016.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5151242463458381570" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; font-weight: bold; color: rgb(153, 51, 0);"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt; Tre persone intense che compongono una bella famiglia con Perla, soc&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;ievole ed esperta ad aprire porte.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; font-weight: bold; color: rgb(153, 51, 0);"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Angela e Michela sorridenti e innamorate di una coppia di fratellini pelosi che giocano tra loro &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_RSpQVW8dwBY/R3zjuWJYTvI/AAAAAAAACm4/EBI87OFMG2g/s1600-h/DSCN4010.JPG"&gt;&lt;img style="cursor: pointer;" src="http://4.bp.blogspot.com/_RSpQVW8dwBY/R3zjuWJYTvI/AAAAAAAACm4/EBI87OFMG2g/s320/DSCN4010.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5151242459163414258" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;con un affetto inverosimile. Michela è giovane, come Federico, e la loro allegria trasmette fiducia nel futuro. Se il mondo assomiglierà a loro potremo ancora scrivere poesie.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; font-weight: bold; color: rgb(153, 51, 0);"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: center; font-weight: bold; color: rgb(153, 51, 0);"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_RSpQVW8dwBY/R3zhgGJYTuI/AAAAAAAACmw/fwyQxtu7bcY/s1600-h/DSCN4020.JPG"&gt;&lt;img style="cursor: pointer;" src="http://3.bp.blogspot.com/_RSpQVW8dwBY/R3zhgGJYTuI/AAAAAAAACmw/fwyQxtu7bcY/s200/DSCN4020.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5151240015327022818" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; font-weight: bold; color: rgb(153, 51, 0);"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt; &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; font-weight: bold; color: rgb(153, 51, 0);"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Adele organizza e racconta mentre Vickj cerca signorilmente di sfuggire alle avances di Argo.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: right; font-weight: bold; color: rgb(153, 51, 0);"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_RSpQVW8dwBY/R3zju2JYTxI/AAAAAAAACnI/TsetK86juSk/s1600-h/DSCN4022.JPG"&gt;&lt;img style="cursor: pointer;" src="http://2.bp.blogspot.com/_RSpQVW8dwBY/R3zju2JYTxI/AAAAAAAACnI/TsetK86juSk/s320/DSCN4022.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5151242467753348882" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="color: rgb(153, 51, 0);font-size:130%;" &gt;&lt;a style="font-weight: bold;" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_RSpQVW8dwBY/R3zjvWJYTyI/AAAAAAAACnQ/HnztVdWb4g8/s1600-h/DSCN4043.JPG"&gt;&lt;img style="cursor: pointer;" src="http://4.bp.blogspot.com/_RSpQVW8dwBY/R3zjvWJYTyI/AAAAAAAACnQ/HnztVdWb4g8/s320/DSCN4043.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5151242476343283490" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; font-weight: bold; color: rgb(153, 51, 0);"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;C’è una tombola senza il 23. C’è un mazzo di carte senza le carte. C’è un 31 senza botti. A mezzanotte si accendono i fuochi di artificio più in là. Si sentono dei colpi in lontananza. Durano lo spazio di un minuto. Poi la quiete e le stelle dietro i rami spogli dell’albero. Qualche flash di Adele immortala l’universo. Parte il tappo della bottiglia ed è brindisi. I cani si svegliano tutti insieme mentre ci alziamo e ci abbracciamo intorno alla tavola. Sono biscottini per tutti che seduti e con gli occhi fissi su di me aspettano &lt;st1:personname productid="la ricompensa. Per" st="on"&gt;la ricompensa. Per&lt;/st1:personname&gt; noi un cucchiaio di lenticchie a testa x tradizione, ma sono così buone che se ne mangiano di più. Chissà se vale il detto: lenticchie a capodanno soldi tutto l’anno? Chi vivrà vedrà…E intanto il &lt;st1:metricconverter productid="2008 ha" st="on"&gt;2008 ha&lt;/st1:metricconverter&gt; fatto il suo ingresso bussando piano, affacciandosi alla porta e mischiandosi tra noi. Un anno è finito.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: center; font-weight: bold; color: rgb(153, 51, 0);"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_RSpQVW8dwBY/R3zgUmJYTrI/AAAAAAAACmY/8bUgmABa2GE/s1600-h/Casa+nella+prateria.jpg"&gt;&lt;img style="cursor: pointer;" src="http://1.bp.blogspot.com/_RSpQVW8dwBY/R3zgUmJYTrI/AAAAAAAACmY/8bUgmABa2GE/s400/Casa+nella+prateria.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5151238718246899378" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="font-weight: bold; color: rgb(153, 51, 0); text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Un anno è iniziato.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="font-weight: bold; color: rgb(153, 51, 0); text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Insieme per fortuna.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="font-weight: bold; color: rgb(153, 51, 0); text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Buon anno e buona fortuna.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(102, 51, 51);font-family:Arial;font-size:130%;"  &gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: Arial;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="font-weight: bold; color: rgb(153, 51, 0); text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt; &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: center; color: rgb(153, 51, 0);"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: center; color: rgb(153, 51, 0);" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:18;"&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 255, 255);font-size:130%;" &gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Insieme per fortuna. Buon anno e buona fortuna.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;a rel="license" href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.5/it/"&gt;
&lt;img alt="Creative Commons License" style="border-width:0" src="http://i.creativecommons.org/l/by-nc-nd/2.5/it/88x31.png" /&gt;
&lt;/a&gt;
&lt;br /&gt;Questo/a 
&lt;span xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" href="http://purl.org/dc/dcmitype/Text" rel="dc:type"&gt;opera&lt;/span&gt; è pubblicato sotto una 
&lt;a rel="license" href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.5/it/"&gt;Licenza Creative Commons&lt;/a&gt;.&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6904215221325631582-6325034494831944930?l=lefotodiargo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lefotodiargo.blogspot.com/feeds/6325034494831944930/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6904215221325631582&amp;postID=6325034494831944930&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6904215221325631582/posts/default/6325034494831944930'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6904215221325631582/posts/default/6325034494831944930'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lefotodiargo.blogspot.com/2008/01/la-casa-nella-prateria.html' title='La casa nella prateria'/><author><name>Adele M</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh4.googleusercontent.com/-nKSim5ynl7c/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAKbM/jRFtToDPBN4/s512-c/photo.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_RSpQVW8dwBY/R3zhf2JYTtI/AAAAAAAACmo/vTK8Vv-L0SA/s72-c/DSCN4019.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6904215221325631582.post-2183847145227269282</id><published>2007-11-28T03:44:00.000-08:00</published><updated>2008-01-23T15:44:35.371-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Può la magia tutto quel che vuoi tu…'/><title type='text'>Può la magia tutto quel che vuoi tu…</title><content type='html'>&lt;div style="color: rgb(204, 153, 51);" align="center"&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;span style="color: rgb(204, 153, 51);"&gt;Se puoi sognarlo, puoi farlo caro Argo.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="color: rgb(204, 153, 51);" align="center"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;span style="color: rgb(204, 153, 51);"&gt; E’ per questo che la magia mi è tanto cara. A lei mi affido quasi sempre e quasi mai mi delude. C’è la magia intorno a noi, ma alcuni non se ne accorgono.&lt;/span&gt; &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="color: rgb(204, 153, 51);" align="center"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;span style="color: rgb(204, 153, 51);"&gt;Sognano però e non sanno quanta magia contiene il loro pensiero. Sperano e non conoscono la dose di magia sciolta in quella speranza.&lt;/span&gt; &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="color: rgb(204, 153, 51);" align="center"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;span style="color: rgb(204, 153, 51);"&gt;Ogni giorno un pezzetto di sole rimane fissato dentro il nostro sguardo e guardando altrove lo riproduciamo inconsapevolmente.&lt;/span&gt; &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="color: rgb(204, 153, 51);" align="center"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;Ogni &lt;span style="color: rgb(204, 153, 51);"&gt;giorno mi sorprendo scoprendo i tuoi begli occhi scuri posati su di me che mi raccontano in silenzio tutte le favole care al mio cuore. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="color: rgb(204, 153, 51);" align="center"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;Ne sai così tante che mi manca il tempo di ascoltarle tutte. &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="color: rgb(204, 153, 51);" align="center"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;span style="color: rgb(204, 153, 51);"&gt;C’era una volta è la favola che amo di più ed è cresciuta con te, un affondo nel tuo animo più nascosto fino a vedere il cambiamento.&lt;/span&gt; &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="color: rgb(204, 153, 51);" align="center"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;span style="color: rgb(204, 153, 51);"&gt;Sembrava un processo infinitamente lento all’inizio e adesso è irreversibile, veloce come un lampo.&lt;/span&gt; &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;p style="color: rgb(204, 153, 51);" align="center"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_RSpQVW8dwBY/R01VORKlmUI/AAAAAAAACSw/KXQqz1wdXJU/s1600-h/Argo+2bis.jpg"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5137856453513943362" style="" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_RSpQVW8dwBY/R01VORKlmUI/AAAAAAAACSw/KXQqz1wdXJU/s320/Argo+2bis.jpg" border="0" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="color: rgb(204, 153, 51);" align="center"&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="color: rgb(204, 153, 51);" align="center"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;span style="color: rgb(204, 153, 51);"&gt;Una favola fatta di pazienti soste a spiarmi accucciato nei luoghi più familiari al tuo cuore.&lt;/span&gt; &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="color: rgb(204, 153, 51);" align="center"&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="color: rgb(204, 153, 51);" align="center"&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;span style="color: rgb(204, 153, 51);"&gt;C’era una volta un grande cielo tutto contenuto nei begli occhi attenti. Nel petto che si alza ritmico sotto la spinta del cuore, nell’anima calda che ricorda i lunghi giorni d’estate. Ogni attimo una sorpresa, un regalo.&lt;/span&gt; &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="color: rgb(204, 153, 51);" align="center"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="color: rgb(153, 102, 51);" align="center"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;span style="color: rgb(204, 153, 51);"&gt;Dov’è il tuo limite, dove ti consumi, dove ti rigeneri, da dove vieni, dove andrai? Tornerai in quel mondo dal quale sei arrivato?&lt;/span&gt; &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="color: rgb(204, 153, 51);" align="center"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;Q&lt;span style="color: rgb(204, 153, 51);"&gt;uel mondo dove si cammina a quattro zampe lasciando un’unica impronta d’amore. Là dove il castigo per chi vi maltratta è camminare a quattro zampe per cercare il cuore che ha perso. E tu cresci piano e velocemente, accanto a me.&lt;/span&gt; &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="color: rgb(153, 102, 51);" align="center"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;span style="color: rgb(204, 153, 51);"&gt;Cresce il tuo peso, il tuo pelo, le tue dimensioni. Cresce e si espande il tuo cuore, lievita la tua anima. Sei il lampo dorato laggiù in fondo ad aspettarmi con gli&lt;/span&gt; &lt;span style="color: rgb(204, 153, 51);"&gt;occhi puntati sui miei passi. Sei lo scatto, la corsa a perdifiato che mi travolge se non sto attenta. Barbara in questi mesi ci ha osservato ed ha scoperto che il gioco ci unisce a filo doppio. Perciò le lezioni di obbedienza le facciamo giocando. E tu rispetti i comandi col cuore festoso mentre io sono serena perché non ti sto intimando un ordine.&lt;/span&gt; &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="color: rgb(204, 153, 51);" align="center"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="color: rgb(153, 102, 51);" align="center"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;span style="color: rgb(204, 153, 51);"&gt;Vedi Argo è questa la conoscenza. Lo stare insieme in armonia. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="color: rgb(204, 153, 51);" align="center"&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="color: rgb(204, 153, 51);" align="center"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;span style="color: rgb(204, 153, 51);"&gt;Così come ci ha insegnato Barbara. Tutto il resto comporrà la nostra vita, là dove inizio io nella tua anima, là dove termina la tua presenza nel mio cuore. Penso al cucciolo che era in te e che è già fuggito via. Oggi sei più forte e sicuro. Mi dai protezione mentre ieri me la chiedevi. Sei la mia guardia del corpo, la mia ombra sottile e resistente.&lt;/span&gt; &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="color: rgb(153, 102, 51);" align="center"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;span style="color: rgb(204, 153, 51);"&gt;Mi cerchi se non mi vedi, mi chiami se mi allontano. Sono la tua sicurezza&lt;/span&gt;,&lt;span style="color: rgb(204, 153, 51);"&gt; la tua compagnia. Sono il mezzo per arrivare dove non puoi. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="color: rgb(204, 153, 51);" align="center"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;span style="color: rgb(204, 153, 51);"&gt;Sei la capacità di farmi sognare, sei la ragione per la quale torno. Sei la sensazione percepita di una rarità preziosa e inaspettata che ti cambia la vita e ti chiedi: me la sono meritata? Poi tu abbai e scodinzoli e allora sorrido.&lt;/span&gt; &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="color: rgb(204, 153, 51);" align="center"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;span style="color: rgb(204, 153, 51);"&gt;Sì sei la mia ricchezza, Argo.&lt;/span&gt; &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="color: rgb(204, 153, 51);" align="center"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;span style="color: rgb(204, 153, 51);"&gt;Da qui all’eternità dove “c’era una volta” con te è già diventato “per sempre”.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;p style="color: rgb(204, 102, 0);" align="center"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_RSpQVW8dwBY/R01VOBKlmTI/AAAAAAAACSo/sVYTpd0b2do/s1600-h/argo+1.jpg"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5137856449218976050" style="" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_RSpQVW8dwBY/R01VOBKlmTI/AAAAAAAACSo/sVYTpd0b2do/s320/argo+1.jpg" border="0" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;a rel="license" href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.5/it/"&gt;
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&lt;/a&gt;
&lt;br /&gt;Questo/a 
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Nella villa recintata puoi giocare con gli altri cagnolini e qui vi ritrovate sempre con tanto chiasso e tanta polvere mentre vi abbracciate zampettando. Sei quello che va a incitare il branco. Quello che si accuccia e poi abbaia fino a quando riesce a portarsi dietro una carica dei 101 in un polverone uggiolante di felicità. Più in là c’è il mastino malato di tumore che il suo papà sta curando con la chemioterapia.&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;p align="center"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_RSpQVW8dwBY/Ry-szZR19DI/AAAAAAAAB1s/dtFysbqaONY/s1600-h/collage1.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_RSpQVW8dwBY/Ry-szZR19DI/AAAAAAAAB1s/dtFysbqaONY/s400/collage1.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;      &lt;span style="color: rgb(204, 153, 51);"&gt;&lt;strong&gt;        Si stacca dal gruppo e mi posa le zampe addosso mentre solleva il tronco perché mi conosce e vuole una coccola oppure un biscottino. Mi sbilancia un po’ perché è pesante e lo sostengo cercando di non cadere.&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;          &lt;strong&gt;&lt;span style="color: rgb(153, 153, 0);"&gt;    Non mi rendo conto di quello che accade fino a quando non ti sento vicino vicino con in gola un ringhio duro e continuo che ti è nato nella pancia e ti sfugge dai denti. Mi gela la sensazione che provi perché in quel suono sento un odio pesante. Sei il mio cucciolo dolcissimo, non ti eri mai esposto alla reazione di un cane adulto. Hai sempre mostrato intelligenza e sensibilità fino ad oggi, fino ad ora. &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt; &lt;/p&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: rgb(153, 153, 255);"&gt;Ti metto il guinzaglio sconcertata e ti allontano dal mastino. Tu salti, tiri e seguiti a ringhiare verso di lui che se ne va mogio mogio. Non riesco a calmarti e per tutta la strada ti chiedo: perché? Che cosa ha riempito di rabbia il tuo cuore verso quel cane per il quale hai mostrato sempre tenera attenzione sentendolo malato? La risposta arriva il giorno dopo. Torniamo alla villa e il volpino con il quale hai un chiaro rapporto d’affetto ti annusa felice. Te ne vai con lui verso il prato nella zona panchine. Io mi fermo a salutare la sua padrona. Arriva anche il papà del mastino. Tutti e due all’unisono mi dicono: Argo ti difenderà con la sua vita, sei una mamma fortunata.&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align="center"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_RSpQVW8dwBY/Ry-r-pR19BI/AAAAAAAAB1c/OAa7Q46dPsY/s1600-h/collage.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_RSpQVW8dwBY/Ry-r-pR19BI/AAAAAAAAB1c/OAa7Q46dPsY/s400/collage.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;         &lt;strong&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 204, 204);"&gt; &lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(153, 102, 51);"&gt;   E allora in un flash capisco tutto, mi stavi proteggendo da quello che ti era sembrato un attacco!&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;span style="color: rgb(153, 102, 51);"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div align="right"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 204, 0);"&gt; Avevi interrotto il gioco per correre a combattere per me e con me. E’ una scoperta che mi ammutolisce. Il mastino avrebbe potuto sbranarti se fosse stato veramente aggressivo perché è il doppio di te. Ma è vero che la rabbia centuplica le forze e tu in quel momento eri un gigante, l’ho sentito dal tuo ringhio, un suono che non credevo tu potessi emettere.&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: rgb(204, 153, 51);"&gt;                            Adesso che conosco&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_RSpQVW8dwBY/Ry-rxJR19AI/AAAAAAAAB1U/9VJ0qYrBT_8/s1600-h/collage2.jpg"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: rgb(204, 153, 51);"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_RSpQVW8dwBY/Ry-rxJR19AI/AAAAAAAAB1U/9VJ0qYrBT_8/s400/collage2.jpg" border="0" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: rgb(204, 153, 51);"&gt; la tua generosità mi sento anche più umile di fronte al tuo cuore. Quando imparerò ad essere sconfinata come te, con un’anima così piena di sole? Grazie Argo perchè fedeltà e amore sono prerogative dei grandi.&lt;br /&gt;E non importa su quante zampe camminano. &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://picasa.google.com/blogger/" target="ext"&gt;&lt;img style="border: 0px none ; padding: 0px; background: transparent none repeat scroll 0% 50%; -moz-background-clip: -moz-initial; -moz-background-origin: -moz-initial; -moz-background-inline-policy: -moz-initial;" alt="Posted by Picasa" src="http://photos1.blogger.com/pbp.gif" align="middle" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;a rel="license" href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.5/it/"&gt;
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&lt;a rel="license" href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.5/it/"&gt;Licenza Creative Commons&lt;/a&gt;.&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6904215221325631582-3032767712521891168?l=lefotodiargo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lefotodiargo.blogspot.com/feeds/3032767712521891168/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6904215221325631582&amp;postID=3032767712521891168&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6904215221325631582/posts/default/3032767712521891168'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6904215221325631582/posts/default/3032767712521891168'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lefotodiargo.blogspot.com/2007/11/blog-post_5441.html' title='Il grande Cuore di Argo'/><author><name>Adele M</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh4.googleusercontent.com/-nKSim5ynl7c/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAKbM/jRFtToDPBN4/s512-c/photo.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_RSpQVW8dwBY/Ry-szZR19DI/AAAAAAAAB1s/dtFysbqaONY/s72-c/collage1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6904215221325631582.post-4446303403939084387</id><published>2007-11-05T15:49:00.000-08:00</published><updated>2008-03-14T04:43:25.011-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Le ali spezzate'/><title type='text'>Le ali spezzate</title><content type='html'>&lt;p style="text-align: center;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 18pt;"&gt;&lt;span style=""&gt;              &lt;/span&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;    &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: center;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 18pt;"&gt;&lt;span style=""&gt;               &lt;/span&gt;Leggo sul dondolo. E’ una domenica tranquilla. Tu giochi con i cuscini. Dopo un pò mi accorgo del silenzio. Sicuramente ti sei addormentato. Macchè, piombi nello studio e salti uggiolando. Ti lamenti a denti stretti e mi preoccupo. Che c’è Argo, che hai? Tu cominci ad abbaiare. Forte, più forte. In fretta, più in fretta. Salto dal dondolo e ti prendo la testa tra le mani : che c’è Argo, che hai?&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: center;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 18pt;"&gt;Tu mi guardi e seguiti a lamentarti, seguiti a sfuggirmi, seguiti a dimenarti. Ti lascio e vado di corsa al telefono. Mi tremano le mani mentre cerco il numero del veterinario, è la prima volta che dimostri di stare male sul serio. Tu mi rincorri, abbai con una forza che mi spaventa. Mi stai abbaiando contro. Appoggio la cornetta e ti guardo e allora tu ti giri e corri sul terrazzo. Dopo un secondo di incertezza ti seguo. Ti trovo in perfetto silenzio con il corpo teso e il muso a terra e sotto al tuo naso un passero non più grande della tua pallina. Pigola ed ha le ali ripiegate sotto al corpo.&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;Mi inginocchio e ti accarezzo, ti ripeto: stai tranquillo, Argo. Stai tranquillo. Però io sono più agitata di te. Mi guardi e guardi lui. Fai due passi indietro e due avanti. Saltelli e ti lamenti. Il passero trema piano piano, poi tace, poi mi muore tra le mani. Resto in silenzio, non voglio che soffri anche tu. Ma tu ti sei già immobilizzato con l’ultimo strappo del suo cuoricino. Hai sentito nell’aria la vita che se ne andava e adesso annusi la mancanza di quel soffio che era un’esistenza.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: center;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 18pt;"&gt;Lentamente mi siedo accanto a te che appoggi il naso nel mio palmo e cerchi il passero che è volato via. “Questa è la vita, Argo. Anzi: questa è &lt;st1:personname productid="la morte. Vedi" st="on"&gt;la morte. Vedi&lt;/st1:PersonName&gt; piccolo, ogni cosa che nasce prima o poi muore. Questa è &lt;st1:personname productid="la vita. Io" st="on"&gt;la vita. Io&lt;/st1:PersonName&gt; l’amo quanto te proprio perché non è eterna. Ed è preziosa in ogni momento, in ogni alito, in ogni parola. Il passero è tornato al suo cielo come noi torneremo alla terra. Siamo tutti di passaggio quaggiù, in un volo veloce. Questa è la vita, Argo”.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: center;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 18pt;"&gt;Tu alzi la testa e i tuoi begli occhi si fissano nei miei. Hai capito vero? Sì, hai capito. Entro in casa con le mani a coppa e dentro il ricordo di un volo. Scendo le scale con te che mi trotterelli dietro, in cortile scavo una buca nella terra e ci metto il passero. Ricopro tutto e indietreggio per darti modo di annusare quella che è stata una vita e tra poco diventerà foglia, oppure fango, oppure albero, oppure fiore, oppure tutto insieme.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: center;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 18pt;"&gt;Una volta a casa torni sul terrazzo e vai lì dove è caduto il passero. Quando il cielo diventa buio sei ancora lì, ti sei accucciato. Mi accoccolo accanto a te, lentamente ti metto la mano sulla testa, lentamente la muovo in una carezza. Tu emetti un sospiro lungo, uno sbuffo paziente a dirmi: ho capito. Sì ho capito. Che domenica è stata! Chi se l’aspettava. E’ il tuo primo incontro con la morte e sembri interdetto. Ma posso aiutarti, Argo. Io sulla morte so tanto, l’ho incontrata a cinque anni e mi ha perseguitato fino a un anno fa. Non posso evitartela, ma posso aiutarti a superarla. Forse sono stata messa accanto a te proprio per questo.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 18pt;"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;a rel="license" href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.5/it/"&gt;
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Li immagini, li esaudisci, li interpreti. Riempi lo spazio tra un sonno e una veglia. Stai lì sdraiato con lo sguardo vigile. Guardiano di un’Ade da cui sono esclusa per il mio limite umano. Per te è diverso, hai la capacità di essere oltre te stesso con la percezione degli odori impercettibili, delle emozioni abissali, dei suoni inesistenti. Ti guardo e cerco di seguire i tuoi sguardi. Quando le palpebre si abbassano penso a quello che nascondi. Quando si alzano non vedo tutto quello che c’è in te. Sei più profondo dell’eternità dietro la curva del cielo, della parola sempre che resta lì per sempre dopo averla pronunciata. Fuggi via anche se abiti con me. Io posso solo carezzarti e farti stare bene con un vaccino. Io posso solo portarti a correre e farti incontrare chi ami di più. Ma tu mi consacri la tua esistenza ogni giorno difendendomi anche da me stessa. Mi ascolti e mi plachi, mi fai&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;visitare il tuo mondo pieno di sogni. Quando mi presenterai il conto Argo come potrò ripagarti? E quando sparirai dove finiranno le mie carezze? E così sognando di te ad occhi aperti mi sono addormentata. Non so se è stato il contatto della mia mano sul tuo capo ma ho avuto la percezione di un viaggio. Lento, lungo, riposante. Luminoso all’inverosimile fino all’entrata nel pascolo. Un prato verde come la primavera, l’erba alta, ondeggiante come il mare. Eravamo lontano, ma insieme. Non era il mondo conosciuto, non consumavamo aria respirando, non incontravamo gente comune. Il luogo era sconfinato ma avevamo buone gambe e buona resistenza. Nessuna fatica, nessun affanno. Il tuo passo ricalcava il mio passo. Una tranquillità strana che sfamava, toglieva la sonnolenza e toglieva il sonno. Una serenità che si rifletteva nel cielo intorno. Già, il cielo non era in alto ma al nostro fianco. Eravamo dentro al cielo, azzurri e pieni di sole, ariosi e infiniti. E il pascolo si muoveva sotto ai nostri piedi, si espandeva lontano e sull’orlo creava una cortina di vapore. E il vapore era un amore sottile, sparso ovunque. E noi pur avanzando restavamo fermi nel sole. Ti guardavo e sorridevo piano perché avevi l’andatura elegante di sempre un po’ spavalda e noncurante. Ogni tanto respiravi calmo. Non c’era nessuna sensazione di fame o di sete. Non c’era nessun pensiero e nessuna rabbia. Non c’era vento e neppure aria. C’eravamo noi due dentro al cielo. E poi il cielo si è aperto e da lì sono entrate le persone che conosciamo da un po’ e che amiamo in due. E tutte queste persone ci hanno circondato e il vapore è diventato pioggia sottile e ci ha inondato il cuore. E poi tutti siamo svaniti da quel luogo e ci siamo confusi con l’azzurro. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: center;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 18pt;"&gt;E siamo diventati cielo…&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;a rel="license" href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.5/it/"&gt;
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&lt;span xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" href="http://purl.org/dc/dcmitype/Text" rel="dc:type"&gt;opera&lt;/span&gt; è pubblicato sotto una 
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Quello dove ti tolgo il guinzaglio e tu fuggi a rotolarti in mezzo alla felicità. Io sto seduta sull’erba. Tu sei accovacciato di fronte a me e mi guardi. Mamma, mi dici nel sogno, vedi io parlo, qui posso farlo. Ma quando saremo a casa o al parco o altrove non so se potrò risponderti con le parole. Però adesso puoi chiedermi quello che vuoi. E la domanda arriva: Argo sei felice con me, la mamma capisce tutto quello che vuoi? Posi il muso sul prato con uno sbuffo come di pazienza che se ne va. Mamma quando sono venuto al mondo non sapevo che fine avrei fatto. Tanti animali non lo sanno. Alcuni sono amati, altri no. Alcuni muoiono, altri sopravvivono. Siete sempre voi che decidete per noi. Però c’è una cosa che non potete decidere, il nostro sentimento nei vostri confronti. Quello ci appartiene, siamo noi a provarlo spontaneamente. &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#ffcc00;"&gt;E nel sogno ti alzi e con il muso verso il cielo fai quel verso che vuol dire: &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#ffcc00;"&gt;io sono felice.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/strong&gt;&lt;p align="center"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_RSpQVW8dwBY/RxM7tVbjc9I/AAAAAAAABYg/cETUx6Q_HHU/s1600-h/Argo+132.jpg"&gt;&lt;span style="color:#ffcc00;"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5121502851283252178" style="CURSOR: hand" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_RSpQVW8dwBY/RxM7tVbjc9I/AAAAAAAABYg/cETUx6Q_HHU/s400/Argo+132.jpg" border="0" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&lt;span style="color:#ffcc00;"&gt;&lt;strong&gt;Mi sveglio e tu sei ai piedi del mio letto, la tua coda sbatte ritmica sul legno. Sono le sei mamma, ho fame! Mi alzo, ti accarezzo e puntuale arriva il falso ringhio. Sì, anch’io sono felice con te!&lt;br /&gt;Mamma il sogno è finito ma noi ci parliamo ancora, che nome ha questo?&lt;/strong&gt; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="center"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#ffcc00;"&gt;Il tuo, Argo.&lt;/span&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_RSpQVW8dwBY/RxM0rVbjc5I/AAAAAAAABYA/8vuSV_sua00/s1600-h/Argo+099.jpg"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#ffcc00;"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5121495120342119314" style="CURSOR: hand" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_RSpQVW8dwBY/RxM0rVbjc5I/AAAAAAAABYA/8vuSV_sua00/s200/Argo+099.jpg" border="0" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#ffcc00;"&gt; Questo ha il tuo nome. &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;a rel="license" href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.5/it/"&gt;
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Ci volano intorno insetti che soffrono d’insonnia e che hanno nostalgia di una passeggiata all’aria aperta. Avanziamo lentamente emozionati, nemmeno fossimo i pionieri di un mondo perduto. Ti sento tranquillo dietro di me e mi tranquillizzo perché sto con te. Nella radura l’erba diventa fresca, bagnata dalla notte. Le stelle stanno appiccicate al cielo a manciate, nello stesso posto dove la mano di un gigante buono le ha posate stanotte. Sediamo a terra naso all’aria. Non c’è un attimo, un bagliore, un pensiero o altro che sia immobile lassù. Ma poi siamo distratti da qualche cosa che ci sfiora…Mille ali in volo, frullii e ronzii quieti. Mi ritrovo le dita grondanti di luci. Le stelle sono nelle mie mani, come hanno fatto a cadere quaggiù? I tuoi occhi e la tua testa seguono a scatti la magia che si è accesa all’improvviso. Le lucciole! Sono arrivate a sciami, diventano decine e popolano la radura rischiarando tutta la notte! Adesso riesco a vedere il tuo viso. &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_RSpQVW8dwBY/RwzIxFbjcoI/AAAAAAAABS8/GPZSDINZZGA/s1600-h/martignano+argo.jpg"&gt;&lt;span style="color:#33ccff;"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5119687622010303106" style="CURSOR: hand" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_RSpQVW8dwBY/RwzIxFbjcoI/AAAAAAAABS8/GPZSDINZZGA/s200/martignano+argo.jpg" border="0" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#33ccff;"&gt;Adesso tu guardi il mio viso.&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#33ccff;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#33ccff;"&gt;Il silenzio si è incrinato mentre le lucciole ci piroettano intorno e il bagliore prosegue, la danza impazzita aumenta di ritmo, gli effetti psichedelici si allontanano e poi ritornano, la discoteca della natura ci assorda. Poi senza preavviso si spegne tutta la luce e la notte ripiomba veloce lasciandoci storditi nel buio più completo. E’ la mano del gigante dj che ha girato l’interruttore per mandarci a nanna. Tornando sui nostri passi alzo gli occhi al cielo per orientarmi, le stelle mi hanno sempre aiutato a non perdermi. Una volta a letto ti dico: buonanotte Argo e spengo la luce. Ti osservo, guardi verso il balcone, vai sul terrazzo. Ti siedi e fissi il cielo. Resti così fino a quando io mi addormento. La mattina ti scopro acciambellato, gli occhi chiusi, il respiro leggero. C’è una scia luminosa che ti nuota intorno, piena di lucciole cadenti come la bacchetta di un mago. Sono solo le gocce dell’alba che ti stanno bagnando il pelo. Tu sei in mezzo a questa polvere di stelle, sbadigli e fissi negli occhi il sole. Il bellissimo colore brunito del tuo sguardo si accende un po’ come di notte, quando diventa fluorescente. Mi muovo e repentino arriva il tuo scodinzolio, il tuo salto in braccio a me. Mi allontano e verso l’acqua fresca in una ciotola, riempio l’altra di pappa. Ti perdo di vista per un pò, il tempo per te di tornare in mezzo alle gocce del sole. Stai cercando di acchiapparle saltando e mordendo l’aria. Un giorno capirai che non si può catturare un sogno!&lt;br /&gt;…Oppure lo hai già fatto?&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;a rel="license" href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.5/it/"&gt;
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&lt;br /&gt;Questo/a 
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Avanzavi a testa alta e orecchie svolazzanti. In terra la tua figura fuggiva, ti sorpassava, tornava e ingigantiva. Le ombre che si spostavano al nostro passaggio erano persone vissute, fantasmi da sfiorare per ritrovare un po’ di respiro. Ma tu tiravi dritto perchè avevamo un appuntamento. La mia stella cometa stava per atterrare in un lampo e una scia. Questa notte l’avrei raggiunta, questa volta l’avrei afferrata. Poi ad un tratto mi sono ritrovata nell’aria piena di buio, sola. Ti ho chiamato a lungo, in un’eco che è svanito piano con struggente dolore insieme al tuo bel nome scolpito nella mia anima. L’improvvisa mancanza di te mi ha bucato il cuore e da lì sono uscite le lacrime. Ho vagato nella campagna e dietro la collina azzurra ho scoperto &lt;st1:personname productid="la valle. Eri" st="on"&gt;la valle. Eri&lt;/st1:personname&gt; accucciato accanto ad altri animali. La luce gialla e calda veniva da lontano, nasceva da una fonte sconosciuta e tutti voi eravate immersi in essa, eravate così tanti da non potervi contare. Il mare d’oro ondeggiava luminoso come gli occhi scuri e bagnati posati su di me. Un presepio nuovo e tutti voi che stavate parlando vi siete ammutoliti al mio arrivo. Poi ti sei alzato con un brontolio in gola e mi sei venuto vicino. Hai sollevato la testa non staccando i tuoi occhi dai miei, come fai sempre quando mi rivedi dopo una separazione lunga o breve. Ho notato che eri cambiato, erano anni che non ti vedevo, dal giorno della tua morte. E adesso ero di nuovo con te, nel giorno della mia morte. Ti ho accarezzato con un sorriso e mi hai detto: ti aspettavamo. La stella ci ha detto che questa sera tutti gli esseri con un’anima sono invitati a seguirla. E trotterellando hai dato il via ad una processione lunghissima e silenziosa. Ad essa si è unita un’altra processione di persone ognuna delle quali ha riconosciuto il suo animaletto e lo ha affiancato. Ed il mondo di ombre si è mosso veloce incontro all’alta stella cometa. Voi battistrada verso il chiarore di un orizzonte pieno di promesse lucenti e il popolo degli umani scia infreddolita, con il cuore in tumulto. Tutti in ascolto di un silenzio profondo, rivelazione e magia di questa vita. Consumarla insieme, perché il senso dell’esistenza è vagare con voi nella notte silente e infinita inseguendo una stella cometa che esiste da sempre e non ci fa perdere nemmeno quando si spegne. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:18;"&gt;Niente di più. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;a rel="license" href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.5/it/"&gt;
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&lt;br /&gt;Questo/a 
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&lt;a rel="license" href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.5/it/"&gt;Licenza Creative Commons&lt;/a&gt;.&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6904215221325631582-4584774526311439145?l=lefotodiargo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lefotodiargo.blogspot.com/feeds/4584774526311439145/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6904215221325631582&amp;postID=4584774526311439145&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6904215221325631582/posts/default/4584774526311439145'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6904215221325631582/posts/default/4584774526311439145'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lefotodiargo.blogspot.com/2007/10/la-nostra-morte-e-la-stella-cometa.html' title='La nostra morte e la stella cometa'/><author><name>Adele M</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh4.googleusercontent.com/-nKSim5ynl7c/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAKbM/jRFtToDPBN4/s512-c/photo.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_RSpQVW8dwBY/R9pjUstVoUI/AAAAAAAAC_Q/edGwykkZIao/s72-c/Argo+4.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6904215221325631582.post-94627186984690991</id><published>2007-10-10T05:26:00.000-07:00</published><updated>2008-04-10T02:55:41.405-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Roma è abitata dagli Elfi'/><title type='text'>Roma è abitata dagli Elfi</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#006600;"&gt;&lt;strong&gt;Occhi socchiusi, tuta sul pigiama. Non sono ancora le sei di mattina e tu scodinzoli tra mille piste che segui a testa bassa. Siamo gli elfi della città eterna! Il più delle volte mastichi felice, il più delle volte ti infilo la mano in bocca per toglierti quello che hai azzannato. Le stesse persone di ogni giorno ci incrociano e ti sorridono. Tu schivi carezze e abbracci, fuggi anche dalla signora che un mese fa ha perduto il suo cagnolino e non si dà pace. Ti apostrofa con nomignoli tenerissimi ogni mattina e tu imperterrito muso a terra passi oltre. Sembra non ti interessi il suo dolore, ma ti conosco bene e so che cosa provi quando ti fermi e giri la testa a fissarla mentre si allontana. Sei discreto di fronte alla sofferenza, umile e un po’ a disagio. Anche se sei così piccolo hai già un’anima immensa&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color:#006600;"&gt;&lt;strong&gt;. &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;p align="center"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_RSpQVW8dwBY/RwzFLVbjckI/AAAAAAAABSg/FqeNjI2qN-g/s1600-h/martignano+argo3.jpg"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#006600;"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5119683674935358018" style="CURSOR: hand" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_RSpQVW8dwBY/RwzFLVbjckI/AAAAAAAABSg/FqeNjI2qN-g/s400/martignano+argo3.jpg" border="0" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#006600;"&gt;Le persone che escono per andare al lavoro e non ci conoscono ci guardano curiose. Che banda siamo, il circo è arrivato in città? A ben vederci siamo tutti e due un po’ strani. Io dormo in piedi e tu ti rotoli pancia all’aria sul cemento. Di solito lo fai sull’erba ma di mattina presto forse sogni i prati che sono svaniti al tuo risveglio. Ti sposti da un lato all’altro del marciapiede e io ondeggio come un’ubriaca dietro di te. Il cielo ha un vago chiarore, Roma a quest’ora ci appartiene per intero, è il nostro paese delle meraviglie. Ci siamo scaldati e ci sentiamo in sintonia, senza di te sarei così presa da questa euforia mattutina? No semplicemente uscirei di casa senza alzare gli occhi sugli altri nella fretta di vivere senza esserci. La gente che non ha un cane quanto impiega a scoprire che è viva? Tu trotterelli per le vie ancora deserte trascinandoti dietro me, il carico d’amore che hai saputo creare. Ed io penso all’uragano che scuote il tuo cuore, al brontolio accucciato dietro alla tua anima, al boato della vita che ti esplode dentro e tutt’intorno. Non saprò mai provare un sentimento così intenso, non saprò mai darti tutto senza chiedere nulla, non saprò immolarmi per te anche se ti adoro. Tu sarai sempre superiore perché hai una dimensione più grande, un universo più vasto, un colore più intenso, un limite più infinito. Tu puoi morire per chi ti accudisce senza emettere un lamento. Tu sei l’inesprimibile volo degli esseri invisibili che riesci a vedere oltre il mio sguardo umano. E laggiù dove loro atterrano tu ti scrolli di dosso l’infelicità. Perché tu sei nato altrove. In luoghi lontani e più azzurri. Tu con dentro l’universo sconosciuto che io cerco da quando sono al mondo. Io dovrò morire per trovarlo, tu devi solo vivere per continuare a donarmelo. Buongiorno, Argo!&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;a rel="license" href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.5/it/"&gt;
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Qui non esiste l’addio di ogni mattina quando vado al lavoro, qui gli animali e gli umani si parlano nel linguaggio comune delle parole uggiolate. Ecco la nostra prima vacanza insieme nella terra che amo da sempre, dove gli etruschi hanno fatto la storia e le lapidi parlano al passato. Dove si può dormire all’ombra delle stelle cadenti. Le stesse stelle che si trascinano dietro sogni e desideri in una scia veloce e quando atterrano si frantumano in centomila riflessi che da sempre chiamiamo rugiada. Nella radura l’aria calda diventa vapore e avvolge tutto in una fumosa magia. &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_RSpQVW8dwBY/RwzCbFbjcjI/AAAAAAAABSY/CcaD3UdgsB4/s1600-h/il+bosco+e+la+foce+3.jpg"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#339999;"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5119680646983414322" style="CURSOR: hand" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_RSpQVW8dwBY/RwzCbFbjcjI/AAAAAAAABSY/CcaD3UdgsB4/s400/il+bosco+e+la+foce+3.jpg" border="0" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#339999;"&gt;Qui si sfiora l’eternità, il luogo che immagino immenso dove nascono i pianeti, le stelle e i cuccioli come te. C’è il grande albero che graffia il cielo con le unghie dei rami ed appartiene alla favola della vita. Quello con la resina che cola piano e pesante dal tronco lasciandosi dietro una scia di profumo che ricorda il natale in piena estate. Mi porta a pensare a come sarai da grande, magnifica presenza irripetibile accanto a me, anche se avrò dovuto rinunciare al mio cucciolo amatissimo. Facciamo in fretta ad aggiungere un altro giorno a ieri e domani tireremo le somme di quanti oggi abbiamo già passato insieme. Intanto facciamoci strada nel bosco camminando piegati sotto le braccia degli alberi che si intruppano, che si protendono a terra a sostenere un peso troppo grande. C’è un abbraccio verde continuo intorno a noi. Tu uggioli di felicità mentre muso a terra scopri centomila tesori. La famiglia del riccio che ci taglia la strada, le formiche indaffarate, la lumachina che annusi e lecchi e la lepre paralizzata dalla paura di fronte alla tua curiosità. Adesso conosci anche tu il luogo dove si posano le stelle cadenti, Argo. E’ qui che nulla finisce.&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#339999;"&gt; E’ qui che ho espresso un desiderio &lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_RSpQVW8dwBY/RwzCa1bjciI/AAAAAAAABSQ/sVmrFJn8Pzc/s1600-h/il+bosco+e+la+foce+2.jpg"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#339999;"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5119680642688447010" style="CURSOR: hand" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_RSpQVW8dwBY/RwzCa1bjciI/AAAAAAAABSQ/sVmrFJn8Pzc/s400/il+bosco+e+la+foce+2.jpg" border="0" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;tanti anni fa e adesso si è avverato con te. Questa prima vacanza è stata lunga e assolata per entrambi. Tanta stanchezza di sera, tanto fresco e tanto caldo, tanti amici nuovi che si sono innamorati di te. La ragazza che per strada ti ha scattato una foto con il telefonino e la coppia giovane incontrata una volta per caso che in auto passando ha urlato: ciao Argo!!!&lt;br /&gt;Tu trotterelli con eleganza, girando lo sguardo a destra e a sinistra. Poi mi guardi e lingua fuori dai denti via insieme verso altre mille vacanze.&lt;br /&gt;Tu chiamale se vuoi emozioni…&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;a rel="license" href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.5/it/"&gt;
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Si arriva a gruppi. il colore sul viso di chi entra nel “luogo” si accende. Sorrisi e coccole per quelli che non si conoscono, nessuna barriera tra umani e cani, nessuna corazza per difendersi dagli altri. Un recinto alto non più di un metro divide due mondi. Ma l’Everest è meno alto. Di là ci sono visi diversi. Che tristezza una vita senza questa confusione. Ci si annusa, si tenta di montarsi, ci si rincorre e ci si tuffa. Poi ci si sgrulla addosso a chi capita. Nessuno che si arrabbia. Anzi è un fiorire di battute amichevoli. Che luogo è? No non è un ambiente a luci rosse. E’ solo il lago incantato. La riva più fresca. Mi ci hai portato tu fin qui, Argo. Quando non eri nella mia vita anche io mi sdraiavo al sole in solitudine, con una reazione irata al minimo rumore Adesso sono qui a fissare negli occhi la vita.Debora ed Enrico ugualmente sorridenti. Enrico con un amorevole tenerezza per Argo che lo porta a fargli ancora una carezza quando ci salutiamo. Debora con i suoi panini da urlo e io che ne approfitto! Ma Debora è molto di più di una brava cuoca. Lo sto scoprendo un po’ alla volta. E Zero che piange se non può più andare a gettarsi in acqua. Pawnee che forse è in calore ed allora papà e mamma decidono di tornare a casa per non disturbare tutti gli altri (cagnolini ed umani). Ma che mondo è questo? Dove stavano queste meraviglie prima di te, Argo?&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_RSpQVW8dwBY/Rwy-41bjcfI/AAAAAAAABR4/cL_YmVs6oks/s1600-h/vi+e+argo2.jpg"&gt;&lt;span style="color:#ffcc66;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5119676760038011378" style="CURSOR: hand" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_RSpQVW8dwBY/Rwy-41bjcfI/AAAAAAAABR4/cL_YmVs6oks/s400/vi+e+argo2.jpg" border="0" /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color:#ffcc66;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="color:#ffcc66;"&gt;&lt;strong&gt;E la fatina azzurra, che azzurra non è ma ha ugualmente i colori del sole? Piccola, piccolissima. Che ti rincorre e ti chiama a squarciagola fino a che non ti blocchi e lasci che ti accarezzi. L’ha vinta lei. Nicole, principessa futura. Ora solo magica bambina piena d’amore. E la mamma di Alex ed Alex. Stesso sorriso in un volto calmo e risoluto. Anche qui ci sono i colori del sole. E Mulan che in un mondo di umani potrebbe fare la modella perché è magra e scattante. E poi arriva Adele con Vickj. Una si tuffa in acqua in cerca di pesci, l’altra mi prende da parte e mi dice: Uè, non guardare il tuo cagnolino ogni momento, lascialo vivere! E in una manciata di minuti mi aiuta a capire un centinaio di cose. Grande Adele (no, non è ciccia. E’ anima). E poi Sandrone con la moglie. Non a caso il loro cane ha il nome della melodia. Cordiali calmi. Mi fanno pensare alle giornate serene. Isa che sorride spesso e tiene vicini a sé due golden magnifici. Giancarlo, sorpresa della giornata. Espansivo e felice. Ma chi ce la dà tanta allegria? Questo caos di persone con i battiti del cuore accelerati come i loro compagni di avventura. Persone che hanno perduto un po’ della loro umanità per un po’ di istinto selvaggio. Quello che scuote l’anima e ti ricorda che sei proprio vivo e proprio in quel momento. Così, anche se si dovesse morire ora, sarebbe valsa la pena di aver vissuto quel momento.&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;a rel="license" href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.5/it/"&gt;
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&lt;br /&gt;Questo/a 
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&lt;a rel="license" href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.5/it/"&gt;Licenza Creative Commons&lt;/a&gt;.&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6904215221325631582-2716200401192193393?l=lefotodiargo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://lefotodiargo.blogspot.com/feeds/2716200401192193393/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6904215221325631582&amp;postID=2716200401192193393&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6904215221325631582/posts/default/2716200401192193393'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6904215221325631582/posts/default/2716200401192193393'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://lefotodiargo.blogspot.com/2007/10/il-lago-nel-cuore.html' title='Il Lago nel Cuore'/><author><name>Adele M</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh4.googleusercontent.com/-nKSim5ynl7c/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAKbM/jRFtToDPBN4/s512-c/photo.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_RSpQVW8dwBY/Rwy-41bjcfI/AAAAAAAABR4/cL_YmVs6oks/s72-c/vi+e+argo2.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6904215221325631582.post-8671653855341108878</id><published>2007-10-10T04:48:00.000-07:00</published><updated>2007-10-31T04:08:41.105-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Argo alla fine dell&apos;arcobaleno'/><title type='text'>Argo alla fine dell'arcobaleno</title><content type='html'>&lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#cc9933;"&gt;Oggi è una giornata svogliata e questo benedetto comando “al piede” non ci riesce proprio. Barbara che parla al cuore degli animali lo capisce subito. Lezione rimandata. Sei distratto dai due pony laggiù, dai quattro cuccioli e dal tagliaerba qui. Dall’aereo d’argento che vola alto verso il sole. &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#cc9933;"&gt;Poi arrivano Pony e Zero e inizia il gioco vero!&lt;br /&gt;Il mondo nel quale ti sei ritrovato da cinque mesi Argo ti affascina sempre di più, ti coinvolge intensamente, ti riempie quelle pozze profonde degli occhi velate da due incredibili ciglia d’oro.&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#cc9933;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_RSpQVW8dwBY/Rwy8k1bjcdI/AAAAAAAABRo/3O7Q1UatiLI/s1600-h/8.jpg"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#cc9933;"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5119674217417372114" style="CURSOR: hand" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_RSpQVW8dwBY/Rwy8k1bjcdI/AAAAAAAABRo/3O7Q1UatiLI/s400/8.jpg" border="0" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color:#cc9933;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#ff6600;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#ff9900;"&gt;&lt;span style="color:#cc9933;"&gt;Questa giornata me ne ricorda un’altra. Quella nella quale hai scoperto l’arcobaleno ed io ti ho raccontato la storia del tesoro ai suoi piedi, ma tu scuotendo la testa con le orecchie che fanno quel rumore strano di panni bagnati che sbattono al vento mi hai trotterellato al fianco e mi hai detto: mamma, il comando “al piede” io lo conoscevo già. Significa crescere insieme, significa andare avanti fino ad incontrarsi sul serio. Noi siamo già ricchi. Siamo noi che andiamo a depositare il tesoro laggiù lontano lontano, alla fine di quel sopracciglio del cielo di tutti i colori. Perché dobbiamo farlo trovare a chi non ha avuto la nostra fortuna...&lt;br /&gt;La vita è preziosa come un diamante, mamma. Godiamocela così quando gli orchi usciranno dalle tane e strapperanno tutto con gli artigli scuri noi avremo dentro il ricordo dei lampi di sole che abbiamo catturato qui oggi. Sì Argo la favola vera è questa.&lt;br /&gt;E adesso so perché il cuore di tutti i cagnolini del mondo batte cento volte più velocemente di un cuore umano. Voi vivete più brevemente di noi e perciò sapete amare più intensamente.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;p align="center"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_RSpQVW8dwBY/Rwy8x1bjceI/AAAAAAAABRw/cWLHGcHijgA/s1600-h/2.jpg"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#ff6600;"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5119674440755671522" style="CURSOR: hand" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_RSpQVW8dwBY/Rwy8x1bjceI/AAAAAAAABRw/cWLHGcHijgA/s400/2.jpg" border="0" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;a rel="license" href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.5/it/"&gt;
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Subito dopo ti perdi nella vita correndole dietro per afferrarne ogni magia. Questo posto ti ha preso il cuore al punto che ti allunghi sul sedile e guardi dietro il vetro, riconoscendo la strada. Piangi per scendere subito dall’auto e volare in braccio a Barbara. Capisco ora che l’isola per te esiste sul serio. Come quell’altra che ritenevo solo una favola, quella dei pirati e dei galeoni, Argo. Del grande coccodrillo sempre affamato. Della fatina fatta di luce e del capitano cattivo. Di Peter Pan e dei bambini sperduti. Tutti in un’isola talmente perfetta che forse non c’è. Perché in quell’isola non si diventa mai grandi, i desideri si avverano e i buoni vincono sempre sui meno buoni. E i meno buoni alla fine diventano più buoni.&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align="center"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_RSpQVW8dwBY/Rwy5olbjccI/AAAAAAAABRg/2P5SBjQ62SI/s1600-h/1.jpg"&gt;&lt;span style="color:#ffcc00;"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5119670983306998210" style="CURSOR: hand" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_RSpQVW8dwBY/Rwy5olbjccI/AAAAAAAABRg/2P5SBjQ62SI/s400/1.jpg" border="0" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="color:#ffff66;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#ffcc00;"&gt;Ma forse Argo hai ragione tu, è proprio vera, è proprio la vita. Quella mia, quella tua. Quella di tutti noi insieme su questa terra bellissima e incredibile che non riusciamo a difendere da noi stessi. Quest’isola che galleggia in mezzo al mare del cielo e rotola lenta e gonfia dei nostri sogni tra le stelle e gli altri soli, tra i buchi neri dove rincorrersi e nascondersi nel gioco dell’esistenza, tra i centomila silenzi degli spazi siderali di ogni anima. Quest’isola che ti piace tanto perché sei curioso di vivere e annusare ogni cosa, in un’urgenza di esserci che ti fa crescere nell’incanto di una eterna prima volta, nella magia di una favola dove tutti vivono felici e contenti.&lt;br /&gt;E’ così che l’isola che non c’è comincia a esistere. Ben presente nei miei pensieri e nei tuoi giochi di cucciolo. Quando cerchi di catturare al volo quella fatina di luce che una volta è farfalla e una volta soffice polline portato a spasso da un refolo di vento. Quando scappi a nasconderti se vedi un possibile capitano uncino che avanza minaccioso, alto e sconosciuto. Quando ti incanti a fissare il volo di Peter Pan vestito da rondine o da gabbiano lassù in alto nel cielo. Quando cogli subito la differenza della mano che si protende verso di te e se è quella di un bambino resti fermo, scodinzoli piano. Abbassi il muso e il corpo in segno di arrendevolezza. Tenera, tenerissima arrendevolezza di fronte ad un cucciolo d’uomo. Adesso Argo devi farmi conoscere l’isola. Ci sono approdata da poco, ma non voglio fare l’errore di quei distratti che non vivono la felicità di oggi perché pensano a quella di domani e quando domani non arriva piangono di infelicità. Guida tu che fiuti meglio le piste. Io mi occupo dei viveri, dei giochini e di tenere accesa la luce per le notti più buie, se Campanellino dovesse tardare.&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;span style="color:#666666;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;a rel="license" href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.5/it/"&gt;
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Ti intrattieni con lei con emozione, annusi l’amore di questo posto e uggioli piano.Vi osservo insieme e penso alle schermaglie tra Mago Merlino e Maga Magò nella foresta. A Semola, futuro Re Artù, che sfila la spada dalla roccia mentre una lama di luce taglia la notte. Alle fate che danno la vita alle zucche, ai burattini, ai ranocchi. Penso alle favole che finiscono sempre bene perché debbono compensare la vita che per disattenzione può finire male.&lt;/span&gt; &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align="center"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_RSpQVW8dwBY/Rwy4kVbjcbI/AAAAAAAABRY/H0zdQnscJ9o/s1600-h/3.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5119669810780926386" style="CURSOR: hand" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_RSpQVW8dwBY/Rwy4kVbjcbI/AAAAAAAABRY/H0zdQnscJ9o/s400/3.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;span style="color:#cc0000;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align="center"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#cc6600;"&gt;Penso a questo universo dove apparteniamo tutti al genere animale ma basta togliere le ultime due lettere per restare solo con quel soffio divino che accomuna te a me e rende possibili le cose belle, gli fa prendere il largo oltre i lampi della tempesta magnetica che è la vita e che non sempre termina in un naufragio. Perché ogni tempesta è foriera di un nuovo sole. E se ti intruppa e ti capovolge quando si placa sa cullarti, calmando il cuore in tumulto. Questo è il tesoro impensabile che hai riportato alla luce, Argo. Sei come la storia di quel cagnolino inventato da un mago buono. Un tenerissimo cucciolo che non cresce e non muore più. Le sue orecchie al vento quando balla in cima alla cuccia mi ricordano la tua danza della gioia. Quando ti porto la ciotola con la pappa e tu muovi la testa a destra e a sinistra e intanto sollevi una zampa a ritmo con quella che posi in terra, come il passo di danza di quei cavalli bellissimi che seguono la musica. &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align="center"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#cc6600;"&gt;Quanto aveva ragione Schulz, il papà di Snoopy: la felicità è un cucciolo caldo.&lt;br /&gt;Barbara sostiene che stiamo bene insieme perché ci assomigliamo, affinità di carattere. O forse due vite precedenti vissute ad aspettare questa, con lo stesso fato che ci appartiene da quando abbiamo cominciato a nuotare nella luce e che restituiremo il giorno che affogheremo nel buio. Che poi tanto buio non deve essere se percepiamo speranze e felicità oltre di noi, in tante persone amate che non vivono più. Insegnami a stringere la presa affondando i denti nella vita, Argo. In questo sei maestro e mentore. Fai in modo che questa alba prosegua con il respiro ampio del cielo che gonfia le nuvole, morbide come la carezza della mia mano sul tuo pelo color biscotto. Seguitiamo a perderci dietro ai sogni perché non c’è nulla di male a perdersi se chi guida ha fiuto per tutti e due. E quando arriveranno le streghe cattive della notte per rubarti in uno strappo doloroso, tira il guinzaglio. &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align="center"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#cc6600;"&gt;Io riconoscerò il segnale e ti affiancherò, carissimo Argo. &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;a rel="license" href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.5/it/"&gt;
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